Santi Filippo e Giacomo

Filippo era originario di Betsaida, la stessa degli apostoli Pietro e Andrea. Discepolo di Giovanni Battista, fu tra i primi a seguire Gesù. Nell’Ultima cena, Filippo disse a Gesù. “Signore, mostraci il Padre e ci basta” (Gv.14,8), attirandosi dapprima un rimprovero: “Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo?”, poi arriva il pieno chiarimento: “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv.14,9). Filippo compare molte altre volte nei Vangeli. Secondo la tradizione, va a predicare in Frigia, dove muore martire.

Giacomo, che l’evangelista Marco chiama il Minore per distinguerlo dall’omonimo fratello di Giovanni, era di Cana di Galilea, figlio di Alfeo e cugino di Gesù. Ebbe un ruolo importante nel Concilio di Gerusalemme, il primo della storia della Chiesa e riportato negli Atti degli Apostoli (50 circa), divenendo capo della Chiesa della città alla morte di Giacomo il Maggiore. Coronò il suo apostolato con il martirio. Scrisse la prima delle “lettere cattoliche” del Nuovo Testamento. In essa, rivolgendosi ai cristiani di origine ebraica viventi fuori dalla Palestina, trattò i temi della preghiera, della speranza, della carità, del dovere della giustizia. Celebre il suo detto: “La fede senza le opere è morta:” (Gc 2,26). La Chiesa li ricorda nello stesso giorno, perché le loro reliquie furono deposte insieme nella chiesa dei Dodici Apostoli a Roma.

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