Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

la caratteristica che costraddistingue gli arcangeli agli altri cori angelici è il fatto che essi soltanto vengono nominati, riconosicuti dunque nella loro singolare personalità. Gli altri otto sono considerati nell’insieme, coem gruppo senza alcuna denominazione di singoli soggetti. Invece gli arcangeli appaiono con nomi propri. Nella Scrittura sono indicati nel numero di sette, che assistono il trono di Dio (Tb 12,15 e Ap 1,4). Per questo la tradizione cattolica ha riconosciuto solo i tre nomi contenuti esplicitamente nella Sacra Scrittura : Michele (“Chi come Dio”), Gabriele (“Forza di Dio”) e Raffaele (“Dio guarisce”). Il calendario liturgico unisce i tre arcangeli della tradizione biblica in una sola celebrazione. Di Michele si parla quattro volte nella Sacra Scrittura: due volte nel libro di Daniele, una volta nella lettera di Giuda e nell’Apocalisse, dove lo vediamo combattere contro il dragone. Nel culto cristiano era già presente nel IV secolo e sono numerosissime le chiese e le cappelle a lui dedicate (si pensi al santuario del Gargano, all’abbazia normanna di Mont- Saint-Michel in Normandia e al romano Castel Sant’Angelo, dominato dalla statua di Michele, che è presentato generalmente vestito da guerriero). E invece Gabriele che annunica la nascita di Giovanni Battista a Zaccaria e quella di Gesù a Maria, alla quale delinea l’altissima fisionomia di Gesù “Grande Figlio dell’Altissimo”, “Erede di Davide”, “Figlio di Dio”, facendosi così messaggero dei tempi messianici e rivelatore dell’evento centrale della storia della salvezza. Nell’Antico Testamento, nel libro di Daniele, appare come annunciatore di divine rivelazioni, mentre nell’Islam è descritto come l’angelo che comunicò a Maometto il Corano in nome di Dio. Nella storia dell’arte la sua figura domina nelle infinite raffigurazioni dell’annunciazione (si pensi a Giotto e al Beato Angelico). Quanto a Raffaele, che appare solo nel libro biblico di Tobia, è descritto nei panni di “custode” e “guaritore”. Mentre Michele e Gabriele hanno compiti ufficali, nazionali e storici, Raffaele è l’angelo della quotidianità, che assume un profilo umano per essere a noi più vicino e guidarti da vero e proprio”angelo custode” nelle difficoltà dell’esistenza. Egli è l’unico che consiglia e sostiene, è la presenza visibile di un Dio invisibile ma amoproso verso le sue creature. Per la sua opera di guaritore, Raffaele è venerato come uno dei patroni di coloro che curano i malati.

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