San Saturnino di Cartagine

E’ uno di quei santi della Chiesa dei primi secoli di cui si hanno poche e frammentarie notizie. San Saturnino è nato a Cartagine tra il III e il IV secolo. Erano secoli dove i cristiani erano destinatari di persecuzioni da parte dell’Impero romano ormai in decadenza. Saturnino fu uno di questi e subì atroci torture nella persecuzione dell’imperatore Decio, come racconta papa San Damaso: prima nella sua città, Cartagine, dove lo torturano col cavalletto, uno strumento detto dai romani Eculeus, sul quale la vittima viene legata o fatta sdraiare, per infierire poi su di essa con violenze, scottature, stiramento e slogatura degli arti. Mentre viene bastonato e ustionato, Saturnino è invitato a rinnegare la fede cristiana. Gli basterebbe farlo, pronunciare poche parole, e le sue sofferenze atroci terminerebbero. Invece il suo desiderio è resistere, e vi riesce, superando la tortura del cavalletto. Questa conclusione si rivela solo una “pausa”, perchè Saturnino continua a proclamarsi cristiano, e per questo viene espulso da Cartagine, ma non a piede libero. Lo trasferiscono, sempre prigioniero, a Roma, dove lo “affidano” ad altri aguzzini, perché le violenze di Cartagine non hanno “estinto il reato”. Neanche la nuova serie di torture produce l’effetto voluto dai persecutori: Saturnino non si smuove dalla sua fede in Cristo. Addirittura, invece che un cristiano in meno i carnefici se ne ritrovano un in più, e non una persona “qualsiasi, ma “uno di loro”, un capo: il comportamento di Saturnino conquista alla fede cristiana un illustre personaggio, Graziano. Saturnino, martire di Roma, il 29 novembre del 304 venne decapitato con Sisinio sulla Via Nomentana a due miglia dall’Urbe. Venne sepolto nel cimitero di Trasóne sulla via Salaria nuova, (oggi quartiere dei Parioli).


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