Sepolcro di san Cassio e san Giovenale a Narni

San Cassio fu vescovo di Narni dal 536 al 568. Il papa San Gregorio nei ‘Dialoghi’ e nelle ‘Omelie’ parla della sua vita e della sua santità. Resse la Chiesa di Narni durante le invasioni barbariche, si adoperò per ammansire la furia degli invasori, affrontò personalmente il re Totila che aveva distrutto Terni e Carsulae, ottenendo che la Narni fosse risparmiata.
Si narra che ogni giorno offrisse a Dio il sacrificio di riconciliazione effondendosi in lacrime e tutto quel che aveva dava in elemosina; infine, nel giorno in cui si celebra la solennità degli Apostoli, per la quale tutti gli anni era solito recarsi a Roma, dopo aver celebrato la Messa nella sua città e distribuito a tutti il corpo di Cristo. Per la festa di san Pietro (29 giugno) dell’anno 568 il santo vescovo avuta la rivelazione che sarebbe morto in quella occasione, desistette dal viaggio; tuttavia, la morte lo colse proprio in quel giorno attorniato da tutti i suoi sacerdoti. San Gregorio narrò al popolo raccolto nella chiesa di San Sebastiano sulla via Appia, come la profezia si fosse avverata dopo qualche anno. L’iscrizione tombale dice che morì il 30 giugno 558. Nelle tragiche circostanze del sacco di Narni fu fatta la traslazione delle reliquie di Cassio e di Giovenale, anch’egli vescovo di Narni, da quella città a Lucca: intorno all’anno del sacco e della conseguente traslazione sono state emesse molte ipotesi (Anal. Boll., XLVIII [1930], p. 409). Contiene la narrazione di questa traslazione un documento forse del sec. IX o X (in MGH, Scriptores, XXX, pp. 976-83). Cassio è ricordato nel Martirologio Romano al 29 giugno; il suo elogio è stato ripreso dai Dialogi e dall’omelia di san Gregorio Magno. Le sue reliquie, nell’850, furono rubate e portate nella Basilica di San Frediano in Lucca. Nel 1679 una parte di esse fu restituita alla città di Narni e di nuove riposte nell’Oratorio ove era stato sepolto.

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