Beata Lucia Bufalari

La beata Lucia, secondo una tradizione plurisecolare, nasce a Porchiano del Monte, vicono Amelia. In quel luogo, a meta del 1200, sorge un convento degli agostiniani. Quella nuova presenza, carica di spiritualità, attira la giovane e il fratello Giovanni, che decide di farsi agostiniano. Il ragazzo è trasferito a Rieti, dove muore molto giovane; è ricordato come il beato Giovanni da Rieti di cui si fa memopria liturgica il 1 agosto. La vita della beata Lucia è narrata nei Secoli Agostiniani di Luigi Torelli, opera utilòizzata in un secondo momento anche da Ludovico Jacobilli. Purtroppo risulta difficile attribuire un’attendibilità certa ai loro racconti in quanto si servono di molti stereotipi agiografici. Tutto questo accade perché la beata, neol 1600, godeva di una grande fama tra il popolo che aveva per lei una profonda devozione, e quindi era necessario rimpolpare di notizie delle fonti che di per sé potevano apparire scarne. La chiesa di Sant’Agostino conserva numerosissimi ex voto dedicati a Lucia, che fanno pensare alla sua provvida intercessione verso coloro che le si rivolgono, evidenza confermata da padre Giovanni Lupidi in un sesto di Memorie ritrovato quando il corpo della beata è stato portato nella chiesa di Santa Monica. Le notizie che riporta il Torelli descrivono una donna affabile che, nonostante la sua giovane età, viene scelta dalle consorelle per guidare la comunità. Verosimilmente si può affermare che si trattasse di un gruppo di terziarie che portavano avanti le loro attività vicino al convento maschile, infatti, la tradizione popolare ha sempre indicato una stanza, nell’ex convento di Santa Monica, appartenente alla beata Lucia e dove sarebbe morta. Sepolta nella sacrestia di sant’Agostino, viene posta in una tomba singola assolutamente riconoscibile, segno dell’insiscussa devozione popolare che la circondava. Proprio davanti alla tomba, iniziano a verificarsi numerosissimi miracoli, in particolare nei confronti dei bambini che, in qualche modo, erano stati toccati dal male. Nel 1614 gli anziani di Amelia attestano, in un atto pubblico ancora conservato, che il corpo della beata Lucia era incorrotto ed “era conservato nella sacrestia della chiesa di sant’Agostino ed era considerarto e venerato da tutti gli abitanti della città come quello di una santa.” Negli anni successivi il corpo è riesumato e collocato in un’urna dorata ed esposta sotto l’altare della chiesa. Qui vi rimane fino al 24 aprile del 1925 quando, con una celebrazione solenne, è sistemato in un’ urna nuova è posto sotto la chiesa del monastero di Santa Monica, affinché possa essere venerato da tutti i devoti.

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