San Procopio Abate

Tra i santi che si ricordano il 25 marzo c’è san Procopio di Sázava, abate. Il santo è uno dei patroni dell’attuale Repubblica Ceca. Nacque verso il 975, nel castello di Kourim e ricevette la sua istruzione in lingua slava a Vysehard, vicino a Praga, dove vi era una famosa scuola di lingua slava. Nel 975, la Boemia apparteneva ecclesiasticamente alla diocesi di rito latino di Ratisbona e in quell’anno fu eretta la nuova diocesi latina di Praga. Era di nobile origine e il suo nome greco Procopio giunse in Boemia attraverso la liturgia slava. Fu ordinato sacerdote secolare e dopo l’ordinazione fu ricevuto tra i canonici di Vysehard presso la chiesa di S. Clemente. Secondo l’uso locale, Procopio era sposato e aveva un figlio di nome Jimram che poi si fece monaco nel suo monastero. A un certo punto della sua vita fu attratto dall’ascetismo dei benedettini e decise di diventare monaco nel monastero di Brevnov, uno dei due esistenti in Boemia. Dopo un breve periodo chiese ai suoi superiori di dedicarsi ad una vita ancora più austera e con il loro permesso, nel 1009 si ritirò in solitudine in una grotta presso il fiume Sázava poco lontano dal luogo natio. Iniziò a disboscare la foresta intorno alla grotta per preparare un’area arabile e in questa situazione si diffuse la leggenda secondo cui costrinse il diavolo tentatore a tirare l’aratro per lui. Diffusa la sua fama di santità cominciò ad avere alcuni seguaci e formò un piccolo villaggio di eremiti. Un giorno il duca Ulderico inseguendo un cervo nella foresta, si smarrì e incontrò Procopio; da tale incontro scaturì un rapporto di amicizia e di stima, per cui il duca favorì la costruzione di un monastero. Dopo la morte del duca, il figlio fece eleggere il monaco abate, anche se lui non voleva. L’abate decise che la sua comunità seguisse la regola benedettina, la liturgia del rito occidentale romano e la lingua liturgica slava. I suoi confratelli furono guidati dal suo esempio, dalle sue ammonizioni e dal suo governo attento e paterno. Il vescovo di Praga si preoccupò della sua sepoltura quando morì il 25 marzo 1053. Fu canonizzato il 4 luglio 1204 da Innocenzo III. È patrono dei contadini e dei minatori e alcune fonti di acque salutari, vicino al monastero, portano il suo nome.

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