Annunciazione

Quella di oggi è una solennità molto importante, perché celebra l’annuncio dell’angelo a Maria. l’inizio dell’Incarnazione, il meraviglioso incontro tra il divino e l’umano, tra il tempo e l’eternità. E’ il Signore che si incarna con Maria. E’ Dio che sceglie, come Madre del proprio Figlio, una fanciulla ebrea, a Nazaret: Maria che al termine del colloquio con l’angelo, dà il suo “si” con una espressione molto eloquente , che non dice solamente: “Farò quanto hai detto, mi impegnerò a compiere questo servizio”, ma esprime una consacrazione: “Sia fatto di me – della mia persona – quello che hai detto“. L’annuncio in Maria è un ascolto che accoglie e genera. Così realizza in se stessa il mistero della fede, accettando Dio com’è. La povertà totale, “sono la serva del Signore”, di chi rinuncia all’agire proprio per lasciare il posto a Dio, è in grado di contenere l’Assoluto. E’ figura di ogni uomo e di tutta la Chiesa che, nella fede, continua a concepire e generare Dio stesso.

E visto che oggi è la giornata dedicata al sommo poeta Dante Alighieri che  descrive la sua bellezza è quanto mai opportuno farla leggere:

Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,

    tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

    Nel ventre tuo si raccese l’amore
per lo cui caldo ne l’eterna pace
così è germinato questo fiore.

    Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se’ di speranza fontana vivace.

    Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ali.

    La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.

    In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.

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