Beato Antonio Lucci

Antonio Lucci, nato ad Agnone del Sannio, in Abruzzo, nell’agosto del 1681, entrò nei frati minori conventuali, e ordinato sacerdote nel 1705. Si è dedicato all’insegnamento e alla predicazione. Fu professore e prefetto di studi ad Agnone e a Napoli, ministro provinciale, e poi, nel 1718, rettore del collegio di S. Bonaventura a Roma, incarico che svolse per un decennio. A quel tempo, era consultore del Sant’Uffizio e uno dei teologi ufficiali in due sinodi romani. Nel 1729, papa Benedetto XII (1724-1730) lo nominò vescovo di Bovino, una cittadina a sud ovest di Foggia. Fu un vescovo e un pastore esemplare, fermo difensore dei diritti dei poveri e dei bisognosi, oltre che riformatore del suo clero. Istituì scuole elementari, fornì gli strumenti per i giovani che iniziavano un mestiere, costruì un seminario, molte chiese, e la cattedrale. Pur essendo vescovo, continuò a condurre una vita il più possibile fedele all’ideale francescano, diventando famoso per la semplicità e la povertà evangelica: era chiamato “angelo della carità”. Morì nel luglio del 1752, dopo un episcopato di ventitré anni; sepolto nella cattedrale, la sua tomba diventò presto meta di pellegrinaggi, a causa dei presunti miracoli li avvenuti. Ha lasciato un certo numero di opere scritte, la più importante era un Manuale di teologia, che fu il testo ufficiale dell’ordine per molti anni; scrisse anche Ragioni historiche, in cui sosteneva che tutti i santi francescani dei primi due secoli erano conventuali. Antonio è stato beatificato nel giugno 1989

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