Sant’Alberto di Lovanio

Alberto nacque a Lovanio nel 1166, secondo dei due figli del Duca Godefroy III di Basse-Lorena e di Margareta van Limburg. Il fratello, Enrico I fu duca di Brabante. Dalla tenera età fu avviato alla carriera ecclesiastica e educato presso la scuola della cattedrale Saint-Lambert di Liegi. Dodicenne divenne canonico del  capitolo della cattedrale di Liegi. Nel 1187 si dimise dal capitolo per divenire cavaliere al servizio di Baldovino V di Hainault, con l’intenzione di partire per la crociata. Sfumata la possibilità di partire per le crociate, l’anno seguente fu riammesso allo stato ecclesiastico dal cardinale  Enrico di Marcy, O. Cist., predicatore pontificio della crociata e divenne arcidiacono di Liegi in quello stesso anno. Nel  1191  ricevette il suddiaconato. Fu eletto vescovo di Liegi dalla stragrande maggioranza dei membri del capitolo della cattedrale l’ 8 settembre del 1191 pur non avendo ancora raggiunto l’età canonica dei trent’anni. La nomina fu ben accolta anche dalla nobiltà e dal popolo. A questa nomina si oppose il conte Baldovino di Hainaut, nemico del duca Enrico di Babante, che fece eleggere al suo posto il prevosto di Liegi Alberto di Rethel. La disputa delle due candidature fu portata davanti all’imperatore Enrico VI, che il 13 gennaio del 1192  sottopose la questione a un comitato di dieci vescovi e tre abati. La commissione stabilì che la nomina del principe vescovo di Liegi spettava all’imperatore. Enrico VI decise di scegliere un terzo candidato Lothar von Hochstaden, prevosto di Bonn. Alberto non accettò la decisione imperiale, che prevedeva un risarcimento per la mancata nomina e si appellò alla Santa Sede, recandosi di persona a Roma dove giunse il 5 aprile 1192. Ottenuto udienza da papa Celestino III fu da lui ben accolto e ascoltato. Il caso fu sottoposto alla Curia Romana. Dopo attento esame la stessa dichiarò valida la nomina di Alberto. Nel concistoro tenutosi in  maggio fu anche nominato elevato a  caridnale diacono. L’arcivescovo di Colonia, metropolita di Liegi, per non urtare l’imperatore si rifiutò di celebrarne la consacrazione. Allora il papa scrisse una lettera all’arcivescovo di Reims dove, spiegando la situazione, si autorizzava la consacrazione del vescovo Alberto fuori della sua giurisdizione. Il papa scrisse anche al capitolo di Liegi informandolo della sua decisione e chiedendo loro di sostenere Alberto. Di ritorno da Roma, il 31 luglio soggiornò nell’ abbazia di Lobbes in Brabante. Nel mese di agosto o all’inizio di settembre il duca accompagnò il nipote a Reims. Alberto fu fu ordinato presbitero il 19 settembre del 1192, a Reims, dal cardinale  Guglielmo dalle Bianchi Mani, arcivescovo della città e il giorno dopo ricevette la consacrazione episcopale dallo stesso arcivescovo. Visto il divieto imperiale di recarsi nella sua diocesi il neoeletto vescovo rimase a Reims. Nel mese di  ottobre fu contattato da cavalieri tedeschi che si finsero sui sostenitori e il  24 novembre lo convinsero a uscire dalle mura cittadine. Una volta lontano dalla città lo uccisero. I funerali si tennero a Reims e fu sepolto nella cattedrale cittadina. Il santo fu iscritto nel Martirologio Romano alla data iniziale del 21 novembre, poi spostata al 24 novembre.

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