San Mercurio di Cappadocia

Un culto inzialmente celebrato a Cesarea in Cappadocia, quello di San Mercurio,che era molto diffuso in antico, è andato quasi perduto nel corso dei secoli. Il santorale bizantino gli attribuisce una biografia precisa che lo inserisce nel novero dei cosiddetti “santi militari”. Figlio di un cristiano che gli aveva dato il nome di Filopatròs (“che ama il padre”), fu un soldato sotto gli imperatori Decio (249-251) e Valeriano (253-260). La sua carriera lo portò al rango di generale. Quando i due imperatori decisero di iniziare le loro persecuzioni contro i cristiani, Mercurio rivelò all’imperatore la propria fede. Fu per tre volte torturato ma per tre volte venne miracolosamente guarito da un angelo. . Infine fu condotto nella sua patria d’origine, e lì decapitato. Una leggenda tardiva lo vuole uccisore dell’imperatore Giuliano a seguito di una preghiera di Basilio Magno  (360-363) il quale aveva ripristinato l’antica religione romana. Le spoglie di San Mercurio, venerate come protezione per le armate di Costante II vennero portate in Italia nel 663 nella sua spedizione contro Lucera e Benevento. In Calabria San Mercurio è patrono di  Coccorino (VV) e di Seminara (RC). In quest’ultima sorgeva in suo onore un monastero nella Contrada chiamata ancora oggi “San Mercuri”, lungo l’antica strada che da Taureana porta a Seminara, distrutto nel terribile terremoto che nel 1783 sconvolse l’intera Calabria. Nel Santuario della Madonna dei Poveri, compatrona di Seminara, si conserva una statua, realizzata in cartapesta nel 1959, a cura dell’Amministrazione comunale, raffigurante il Santo con l’elmo in testa, con la lancia nella mano destra, su un cavallo bianco, mentre a terra vi è l’imperatore Giuliano che sta per ricevere da lui il colpo mortale.Nel 2004, dopo decenni di oblio, i Padri della Basilica di Seminara hanno ripreso il culto di questo santo, che è ricordato il 25 novembre. Le reliquie del santo sono conservate presso il Santuario di Monte Vergine presso Avellino, a Toro nella chiesa del Santissimo Salvatore, e parte nella chiesa di San Mercurio a Serracapriota (FG).  A Palermo  esiste un oratorio a lui intitolato decorato con stucchi di Giacomo Serpotta.

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