San Charbel Makhluf

Nato in un villaggio del Libano l’8 maggio del 1828, rimase orfano di padre a 3 anni; passò così sotto la tutela dello zio paterno. Era un ragazzo semplice e si dedicava ad accudire il gregge e, mentre gli animali riposavano, si ritirava in preghiera in una grotta nelle vicinanze. Nel 1851 entrò come novizio nel monastero di Annaya dell’Ordine libanese maronita e cambiò il nome di battesimo in quello di Charbel. Nel 1859 fu ordinato sacerdote e rimase nel monastero di Annaya per quindici anni. Dietro sua richiesta, ottenne di ritirarsi in un vicino eremo, dove si sottopose a dure mortificazioni e spese la sua vita nel silenzio, nel lavoro e nella preghiera di adorazione. Il 16 dicembre del 1898, durante la celebrazione della Messa, mentre recitava la preghiera eucaristica, fu colto da un malore. Trasportato nella sua cella, nei giorni successivi, non fece che ripetere le parole della Messa: ” Padre di verità, ecco qui tuo Figlio, reso vittima gradita a te….”, fino a quando si spense la notte del 24 dicembre. San Charbel pregava in particolare per gli ammalati, per la conversione dei peccatori e per le anime del Purgatorio, sopratutto per quelle più abbandonate. Chiedeva suffragi per loro anche ad altri, affermando: “Se l’uomo facesse abitualmente il segno della croce e invocasse più spesso la Madonna, diminuirebbero le sue tentazioni, perché il segno della croce è un mezzo per scacciare il diavolo e il nome della Madre di dio lo sottomette e lo respinge nell’abisso!”

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