Santa Lucrezia di Merida

La leggenda narra che Lucrezia fosse vergine e martire, morta a Merida al tempo della persecuzione di Diocleziano sotto il prefetto dei Daci. Lucrezia nacque a Mérida (Badajoz) e, secondo il ” Santoral spagnolo ” del 1864, “si lasciò vedere nel mondo dotata di tutte quelle nobili disposizioni della natura e della grazia, che non solo aprono ma facilitano il cammino della virtù”. Quando era giovane, iniziò la decima persecuzione contro i cristiani nell’impero romano, dagli imperatori Diocleziano e Massimiano e come è quasi sempre presente negli atti dei martiri, il “terribile” Daciano. Portato alla sua presenza Lucrecia, rimase incantato per “la sua rara bellezza e la sua singolare modestia.” Sapendo che era una devota cristiana, oltre che una ricca famiglia, volle costringerla a sacrificarsi agli dei per confiscare al suo rifiuto tutti i suoi beni. Per questo ricorse alle minacce e alla prigione, pensando di abbatterla. Poiché ciò non accadde, la chiamò di nuovo in giudizio e la rimproverò di aver seguito colui che morì in modo ignobile in croce. Lucrecia rispose con una ferma difesa della sua fede. Daciano le offrì nuovamente di sacrificare agli dei e Lucrezia rifiutandosi di farlo, fu schiaffeggiata e arrestata a causa della sua apostasia. Lucrecia assunse con integrità e dignità il martirio, per il quale Daciano la condannò immediatamente al massacro, come si fece, portandola fuori città. Era il 23 novembre all’inizio del IV secolo. Il corpo, lì abbandonato, fu raccolto dai cristiani e sepolto in un luogo che conservarono in memoria fino a quando arrivò la pace e dove fu costruita una basilica distrutta poi dai musulmani.

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