Beato Michele Agostino Pro

Michele Agostino nasce a Guadalupe (Messico) nel 1891, il padre è ingegnere minerario e, consentendo al figlio di visitare le miniere, contribuisce alla formazione in lui di un’acuta sensibilità verso i problemi sociali in genere; desidera che il figlio cresca con la consapevolezza che molte persone devono lavorare faticosamente per vivere. Nella famiglia Pro si rivela una vena religiosa che porta frutti abbondanti: le diue sorelle maggiori pronunciano i voti e nel 1911 Agostino entra come novizio nella Compagnia di Gesù, presso la quale compie i suoi studi, recandosi anche in Nigaragua, in spagna e in Belgio. Il giovane è convinto che vivendo la sua vocazione presbiterale potrà essere di aiuto ai bisognosi, potrà predicare il vangelo cercando di portare avanti l’ideale della giustizia insieme a quello della carità. In Belgio, il 30 agosto 1925, viene ordinato il sacerdote. Benchè di saluite cagionevole – specialemente durante gli studi di teologia soffre frequenti e forti dolori -, conserva sempre uno spirito allegro e un buon umore. Rientra in Messico nel luglio del 1926, poco prima che entri in vigore un decreto di persecuzione; aiuta i poveri, assiste i malati e porta conforto ai moribondi. Padre Agostino, cpon grande fervore e dedizione straordinaria, continua a esercitare il suo ministero sacerdotale nella colandestinità, ricorrendo a continui camuffamenti, per sfuggire ai militari, cerlebra in seghreto l’eucarestia e predica gli Esercizi spirituali di nascosto. Incurante dei rischi e superando i problemi che gli derivano dalla fragile costituzione, si prodiga sia nelle attività assistenziali che in quelle pastorali, arrivando a distribuire anche 1500 Comunioni al giorno. Ottimista e volenteroso custodisce nel cuore una profonda sofferenza per la persecuzione, per il dolore che sta patendo il suo popolo e per la sua salute precaria che vorrebbe fermarlo. Supera tutto con gesù; è lui il suo farto, la sua forza, il suo coraggio. Accusato ingiustamente di aver preso parte a un antenato contro un generale, viene arrestato e, senza alcun processo, il 23 novembre del 1927, viene portato davanti al plotone di esecuzione. Ha 36 anni e dopo solo due anni di sacerdozio la sua statura spirituale ha già raggiunto le vette della perfezione evangelica. Nella mano destra ha il crocifisso, nelal sinistra il rosario, si raccoglòie in preghiera e le sue ultime parpole sono “Viva Cristo Re!” Un soldatpo del pl,otone, vedendolo così unito al suo Dio esclama: “E’ così che muoiono i giusti”. Ventimila persone, sfidando le autorità, partecipano ai suoi fuinerali a Città del Messico, certe che don Michele Agostino Pro è un martire di Gesù Cristo. Giovanni Paolo II lo proclama beato il 25 settembre del 1988. Ecco quello che ha detto di lui nella sua omelia (Editrice Vaticana):

“La tua parola è verità. Consacrali nella verità” (cf. Gv 17, 17).

La liturgia della domenica di oggi professa e onora la verità racchiusa nella parola del Dio vivente. Mediante le letture dell’antico e del nuovo testamento ci ricorda che questa verità si è offerta agli uomini. Così leggiamo nel libro dei Numeri: “Il Signore . . . prese lo spirito che era su di lui e lo infuse sui settanta anziani” (Nm 11, 25). E Mosè, come testimone del fatto che “quelli profetizzarono” (Nm 11, 25), dice: “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito!” (Nm 11, 29).

Questo avvenimento e le parole di Mosè sono preannunzio della missione messianica di Gesù di Nazaret. In virtù del suo sacrificio pasquale, in virtù della croce e della risurrezione, Cristo ha effuso lo Spirito Santo sugli apostoli e lo ha trasmesso alla sua Chiesa.

Tutti nella Chiesa, in forza del Battesimo, partecipano alla missione di Cristo, del grande profeta, del Figlio che è sul trono del Padre. La partecipazione a tale missione profetica risalta in particolare misura nloria per la amata nazione messicana e per la Compagnia di Gesù.

La sua vita di apella vicenda dei santi: di coloro che mediante la Parola del Dio Vivente sono “consacrati nella verità”.  

Un motivo di gioia per la Chiesa universale e, specialmente per la Chiesa del Messico, è la beatificazione di padre Miguel Agustin Pr, sacerdote gesuita, le cui virtù oggi esaltiamo e proponiamo al Popolo di Dio. Egli è nuova gostolo pieno di dedizione e coraggio è sempre stata ispirata da un instancabile zelo evangelizzatore. Né le sofferenze delle gravi malattie, né l’indefessa attività ministeriale svolta frequentemente in circostanze penose e rischiose, riuscirono a soffocare la gioia irradiante e comunicativa che nasceva dal suo amore per Cristo, e che nessuno gli ha potuto togliere (cf. Gv 16, 22).

Infatti, la radice più profonda della dedizione agli altri era il suo amore appassionato a Gesù Cristo e il suo ardente desiderio di immedesimarsi in lui, persino nella sua morte. Espresse questo amore in modo particolare nel culto eucaristico. La celebrazione quotidiana della santa Messa era il centro della sua vita, così come fonte di forza e fervore per i fedeli. Padre Pro aveva organizzato le cosiddette “stazioni eucaristiche” in domicili particolari, in cui quotidianamente si poteva ricevere di nascosto il corpo del Signore durante gli anni della persecuzione.

Di fronte all’eccellente esempio di virtù sacerdotali di padre Pr,desidero incoraggiare ancora una volta i miei amati fratelli alla dedizione totale a Gesù Cristo, vissuta gioiosamente nel celibato per il Regno dei cieli e nel servizio generoso ai fratelli, soprattutto i più poveri ed abbandonati.”

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