Sant’Ignazio di Santhia

Padre Ignazio di Santhia è stato, probabilmente, uno dei “santi” torinesi più amati dal popolo sebbene oggi sia una delle figure religiose meno conosciute. E’, infatti, tra i santi meno noti che Giovanni Paolo II ha canonizzato. Eppure alla sua morte, nel 1770, la folla accorsa a redergli omaggio blocca il Monte dei Cappuccini a Torino tanto da spingere ler auitorità religiose a celebrare i funerali all’alba, per tutelare le spèoglie. Lorenzo Maurizio Belviscotti nasce a Santhià nel 1686. Di famiglia benestante, orfano di padre a 8 anni, decide di intraprendere la vita religiosa. Ordinato presbitero, a 30 anni è precettore presso i Conti Avogadro di Casanova, a Vercelli. Tra la rendita personale e l’attività alla corte della nobile famiglia potrebbe avere un alto tenore di viota, ma la sua vita e messa alla prova nel 1715 da due eventi: la morte della madre e la controversia che si accende sulla pèarrocchia che gli viene assegnata a Santhià. Nel maggio del 1716 don Lorenzo è al Monte dei cappuccini, a coplloquio con il Provinciale per discernere, insieme a lui, la volontà di Dio. Il 10 giugno del 1616 rinuncia alla parrocchia assegnatogòli e il 24 dello stesso mese, entyra in convento a Chieri, preceduto dalla sua fama di parroco. Scegliendo la styrada di San francesco inizia il percorso religioso da zero, prendendo il nome di Ignazio dal tanto ammirato Ignazio di Loyola. La professione solenne dei voti si celebra il 24 maggio del 1717. Da questo momento inizia un pellegrinaggio initerrotto nei conventi di Torino e provincia, dove ricopre diversi ruoli. Ma è il compito di maestro di novizi a Mondovì che segna un passaggio fondamentale. Dal 1750 alla morte resta al Monte di Torino e in questio venti anni la sua fama cresce. Ignazio diventa una figura di riferimento per malati e bisognosi. Dialoga con i poveri e con i potenti e la sua figura si circvonda di un alone di venerazione che lui fugge in ogni modo. Quando, superati gli 80 anni, il fisico delibitato gli impedisce di percorrere lo scosceso sentiero verso il centro città, è la gente a cercarlo per chiedere il suo consiglio illuminato. Muore il 21 settembre del 1770 a mezzanotte e la vioce: “E’ morto il Santino del Monte” percorre tutta la città di Torino. La cuasa di beatificazione è immediata. La documentazionme è consegnata a Torino l’11 settembre del 1777 e a Roma il 2 settembre del 1780. E Leone XII il 19 marzo del 1827, dopo un lungo periodo di silenzio, a emanare il decreto sulla “Eroicità delle vitù del venerabile Ignazio de Santhia”. Il fascicolo si arricchisce di due guarigioni miracolose, entrambe in provincia di Cuneo: la prima registrata nel 1946 a Busca e la seconda nel 1955 a Ravello. Paolo VI ne decreta la beatificazione nel 1966 e il 19 maggio del 2002 Giovanni Paolo II lo dichiara santo.

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