San Marcellino d’Embrum

Marcellino nacque nell’Africa da genitori cattolici ricchi di beni e di virtù. Fin da bambino fu istruito nella religione cristiana. Amava la vita ritirata, bramando più la conversazione col suo Gesù, del quale aveva conosciuto la predilezione verso i pargoli, che non le parole vane degli uomini. Era forse ventenne, quando di comune accordo Con due suoi compagni, Vincenzo e Donnino, si ritirò in una grotta, lungi dai rumori e dalle distrazioni mondane, e quivi nella meditazione delle divine verità e nell’esercizio della penitenza, trascorsero vario tempo consolati dalle interiori dolcezze che Gesù suol dare a coloro che Io amano. Desiderando far conoscere Gesù e il suo Vangelo alle genti che ancora erano nelle tenebre, Marcellino passò nelle Gallie e gli altri due lo seguirono. Predicarono il Vangelo nei paesi presso le Alpi con abbondanti conversioni. Più tardi il nostro Santo venne ad Embrum ove si costruì un oratorio per recarvisi la notte a fare orazione, mentre durante il giorno si dedicava alla predicazione del Vangelo. Ed i suoi esempi ed i suoi discorsi, avvalorati dalla grazia, condussero a Dio gran numero di idolatri. Tutta Embrum in breve fu da Marcellino conquistata alla religione cristiana, per la qual cosa egli pregò S. Eusebio di Vercelli di consacrare il suo Oratorio, perchè servisse da chiesa; cosa che gli fu ben volentieri accordata. Era tanto il bene che il Santo aveva operato, che fu necessario eleggere un vescovo che governasse quel popolo. La scelta non poteva essere migliore e più opportuna: fu Marcellino stesso ad essere consacrato vescovo di Embrum e primo pastore di quella Chiesa. Ardendo di nuovo zelo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime, si adoperò in tutto per far fiorire la pietà e con essa alimentare in ognuno la virtù. Non potendo portarsi in tutti i luoghi della sua diocesi come avrebbe desiderato, vi mandava i suoi coadiutori Vincenzo e Donnino. Frequenti se non continue, erano le sue missioni che riuscivano efficaci specialmente per i numerosi e strepitosi miracoli che vi operava. Nel tempo stesso che Marcellino si dedicava alla salvezza delle anime, non trascurava la sua, ma sempre più la rendeva bella e grata. a Dio colla meditazione, colla preghiera e colla penitenza. Dio lo chiamò al premio l’anno 374. La sua tomba, per i miracoli, divenne celebre nel Delfinato, nella Provenza e nella Savoia. Poi il suo corpo fu trasportato nella città di Digne ove riposano pure i corpi dei suoi santi compagni Vincenzo e Donnino. Quel sepolcro, ancora oggi, è una fonte inesauribile di grazie e favori.

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