Sant’Alfonso de Orozco

Alfonso (Alonso) de Orozco, nato a Oropesa nella diocesi d’Avila, il 17 ottobre 1500, prima di intraprendere gli studi di diritto all’università di Salamanca, ricevette la sua istruzione a Talavera e a Toledo, dove l’amore per la musica e l’arte crebbe al punto di diventare permanente. A Salamanca, dopo aver ascoltato alcune omelie dell’agostiniano S. Tommaso da Villanova, allora giovane frate, che confermarono la sua convinzione, ritenuta sin dall’età di sei anni, di avere una vocazione per il sacerdozio, a ventidue anni, dopo aver finito gli studi legali, entrò nell’ordine agostiniano, insieme con un confratello anziano, Francesco. La morte di Francesco, durante il noviziato, fu un momento critico che durò a lungo, tuttavia Alfonso perseverò, nonostante qualche malattia, e a parte un incarico di priore della casa di Siviglia, trascorse gran parte dei suoi primi trent’anni di vita religiosa insegnando, predicando e confessando. Nel 1547, tentò di recarsi in Messico come missionario, ma l’artrite lo costrinse a tornare indietro, quando non aveva ancora oltrepassato le Isole Canarie. Il 13 marzo 1554, anno in cui Filippo II (1556-1598) sposò la regina Maria d’Inghilterra, Alfonso fu inviato come priore nel priorato agostiniano della città reale di Valladolid, un ruolo molto adatto, poiché, nonostante la sua austerità, era gentile e comprensivo. Due anni dopo, fu nominato predicatore di corte, ed ebbe una profonda influenza sulla sua congregazione raffinata, attratta dalla sua predicazione per la semplicità e la persuasione delle sue omelie. Era inoltre molto generoso con i poveri, cui donava il denaro che riceveva durante le omelie. Nel 1561, Filippo decise di stabilire la corte a Madrid, dove anche Alfonso si recò, scegliendo però di vivere nel monastero di S. Felice Ely Real, in una cella austera che contrastava enormemente con lo splendore della corte, che lasciava per svolgere un apostolato che lo portò a visitare conventi, ospedali, e prigioni, oltre alla corte., e a scrivere opere. Nel periodo in cui fu priore del monastero a Siviglia, ebbe una visione della Madonna che gli consigliò di mettere al servizio di Dio il suo talento nello scrivere, ed egli fedelmente obbedì: ogni anno produceva una nuova opera sulla Madonna stessa, insieme alle opere mistiche, devozionali, e d’altro genere. Verso la fine, i suoi superiori lo spinsero a scrivere un resoconto delle proprie esperienze mistiche, cosa che fece, chiamando l’opera Confessioni. Alla sua morte il 19 settembre 1591, l’intera corte mostrò il suo dolore sincero, seguendo la bara. Fu beatificato il 15 gennaio 1882. Dichiarato santo il 19 maggio 2002

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