San Gennaro

San Gennaro nacque nel 272 a Napoli, anche se molte fonti concordano nell’affermare che sia nato a Benevento dove svolse la sua attività pastorale. Il fatto importante che lo condusse al martirio avvenne all’inizio del IV secolo, durante la persecuzione di Diocleziano. Allora Gennaro era vescovo di Benevento e si recò insieme al lettore Desiderio e al diacono Festo in visita a Pozzuoli. Sossio, diacono a Miseno, già amico di Gennaro, per ordine di Dragonio, allora governatore della Campania. Gennaro, Festo e Desiderio si recarono a far visita al prigioniero ma furono anch’essi arrestati e condannati a essere sbranati dagli orsi nell’anfiteatro di Pozzuoli. Ma il giorno dopo il supplizio, per assenza del governatore, venne sospeso. Dragonio ordinò che a Gennaro e ai suoi compagni venisse tagliata la testa. Condotti nei pressi del Forum Vulcani (l’attuale Solfatara di Pozzuoli), furono decapitati. Era il 305: una tradizione vuole che una donna raccolse il sangue di Gennaro in due ampolle. Queste vennero perse fino al 431, quando in occasione della traslazione delle reliquie da Pozzuoli a Napoli un’ altra donna si presentò con due ampolle affermando che contenevano il sangue del martire. L’affermazione venne confermata dall’improvvisa liquefazione del sangue. Col tempo il miracolo divenne ripetitivo, concentrandosi in tre date: il sabato che precede la prima domenica di maggio (data della traslazione), il 19 settembre (data del martirio) e il 16 dicembre (anniversario dell’eruzione del Vesuvio nel 1631, durante la quale i napoletani invocarono l’intercessione di san Gennaro).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui