Il santo del 19 gennaio: san Gennaro

Busto di San Gennaro

La storia del martirio di Gennaro s’inserisce nel contesto delle persecuzioni di Diocleziano (inizio IV secolo). Vescovo di Benevento, decide di visitare i cristiani di Pozzuoli, accompagnato dal diacono Festo e dal lettore Desiderio. Intanto il diacono Sossio, amico di Gennaro, viene arrestato da Draconio, proconsole della Campania, per le funzioni religiose che celebra quotidianamente nonostante i desideri. venuto a conoscenza dell’accaduto, Gennaro e i due compagni decidono di far visita all’amico finito in carcere, per esortarlo insieme agli altri cristiani prigionieri a resistere nella fede. Dragonio approfitta dell’occasione per arrestare anche questi tre e, poiché si rifiutano di adorare gli idoli pagani, li condanna a essere divorati dalle belve dell’anfiteatro. In seguito, cambia decisione e il 19 settembre del 305 fa decapitare i prigionieri presso la celebre solfatare di Pozzuoli. A sentenza eseguita, alcuni cristiani seppelliscono i martiri e una donna riesce a raccogliere in due ampolle (i cosiddetti “lacrimatoi”) parte del sangue del vescovo, rito usuale all’epoca dei fatti, e a conservarlo con molta venerazione. Il sangue di Gennaro è tenuto in custodia, mentre il corpo viene sistemato prima a Fuorigrotta e poi in quelle che oggi sono le Catacombe di San Gennaro a Capodimonte. E’ proprio in questo periodo che si verifica la prima liquefazione. Si nota che, in vicinanza delle ossa del santo, il contenuto delle ampolle da solido diventa liquido. ma la data ufficiale della prima liquefazione è il 1389, quando il miracolo si compie durante una processione intrapresa per una grave carestia.

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