San Francesco Régis Clet

Francesco Régis Clet nasce a Grenoble il 19 aogsto del 1748. Di intelligenza brillante, porta avanti gli studi teologia con entusiasmo e nel 1773 è ordinato sacerdote. Non è un presbitero incardinato nella diocesi, ma appartioene alla Congregazione delle Missioni che san Vincenzo de’Paoli ha fondato a Parigi nel 1625. I Vincenziani si occupano di predicare il Vangelo nelle zone rurali e nei luoghi ai confini della società quali le carceri. Inoltre hanno un’importante attività missionaria in europa, in Cina e in Africa. L’attitudine allo studio di Francesco lo porta a insegnare teologia morale e tanta è l’ammirazione dei suoi studenti da venir soprannominato “biblioteca vivente”. A 40 anni gli viene affidato l’incarico di rettore del Seminario della Congregazione a Parigi e qui vive la prima fase della rivoluzione francese. Chiede di partire missionario in Cina e i superiori glielo concedono. Parte dal porto di Loriente e giunge a Macao in cinque mesi. La consuetudine vuole che questa sia la prima tappa per prendere confidenza con la nuva terra per poi entrare nell’immensa vastità della Cina. All’inizio del XVIII secolo, in Cina si contano circa trecentomila cattolici: le conmversioni sono state possibili grazie ai primi imperatori manciù della dinastia Ching che hanno aperto le porte all’attività missionaria. Purtroppo all’arrivo dio padre Fgrancesco l’atmosfgera è cambiata; al potere troviamo l’impaeratore Kiaking. L’Occidente è visto copn grande diffidenza e, inoltre, i gesuiti non arrivano più da tempo. Clemente XIV ha soppresso la Compagnia di Gesù nel 1773 cedendo ai governi europei che se ne sono divisi i possedimenti. Famosa la frase di san Vincenzo de’ Paoli: “insieme alla preghiera, è indispensabile la fatica. Bispogna accettare con gioia la privazione, la malattia, la disgrazia”, e pèadre Francesco si ritrova proprio a vivere le parole del suo fondatore. La disgrazia sdi abbatte sui cristiani tra il 1805 e il 1811 con una persecuzione aperta e anche iol religioso ne viene investito. Riesce a scampare alla cattura grazie all’aiuto dei cristiani cinesi, ma la seconda ondata di persecuzione del 1818 lo vede vittima a causa del tradimento di un cristiano rinnegato. Quando viene catturato, a giugno del 1819, si trova nella provincia di Hubei. Il carcere e le torture non lo fanno vacillare. Continua ad accettare la disgrazia con gioia, come insegna san Vincenzo, e si dichiara prete e missionario cattolico. Viene ucciso il 18 febbraio del 1820, strozzato su una specie di croce e, pur non potendo parlare, sorride ai suoi uccisori. Giovanni Paolo II lo beatifica nel 2000 insieme ad altri 119 martiri.

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