Beata Savina Petrilli

Savina nacque a Siena nel 1851 da Gelso e Matilda Vetturini. Frequentando una scuola gestita dalle Figlie della Carità, crebbe in lei una grande ammirazione per S. Caterina da Siena e l’interesse per i poveri e gli ammalati. Si unì alle Figlie di Maria e ciò la condusse a un nuovo apostolato, l’insegnamento del catechismo ai bambini di strada che era solita accogliere in casa propria. Si senti sempre più chiamata a dedicarsi totalmente a Dio e alla cura dei bambini abbandonati e dei poveri. Professò i voti temporanei con tre amiche nel 1868 e quelli perpetui l’anno seguente, cominciando, già a ventidue anni, a lavorare alla fondazione di una nuova congregazione. Dovette affrontare gli usuali ostacoli e contrasti, ma la sua fiducia nella provvidenza divina era forte e riuscì a guadagnarsi un numero sufficiente di sostenitori e benefattori per mantenere la fondazione in vita. L’opera della congregazione si ampliò fino a comprendere la cura domiciliare e ospedaliera degli ammalati e degli anziani, sebbene il suo apostolato principale fosse rivolto sempre ai poveri e agli svantaggiati. Per Savina e le sue sorelle, Cristo viveva nel povero e scrisse: “Chiunque ci guardi deve vedere in noi Gesù, perché la carità è la virtù che più di ogni altra rende Dio presente”. Impulsiva per natura, lottò per imparare la pazienza e la sottomissione e gradualmente giunse a comprendere che per lei la via della croce consisteva nel temperare lo zelo con cui desiderava aiutare gli altri. Fece un voto speciale di non rifiutare mai deliberatamente nulla a Dio. Quando Savina morì il 18 aprile 1923 la sua Congregazione delle Sorelle dei Poveri di S. Caterina da Siena contava più di cinquecento sorelle e aveva case in Italia, Sud America, Stati Uniti, India, Filippine e in altri luoghi. È stata beatificata nel 1988.

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