Beata Maria dell’Incarnazione Avrillot

Barbara Avrillot era figlia di un alto funzionario regio di Parigi; fu educata a Longchamp, nel convento di sua zia, dove mostrò dei segni di devozione non comune e parve destinata a diventare suora. I genitori volevano però che si sposasse, poiché era la loro unica figlia. Lei accettò con riluttanza, dicendo: “Se non sono degna per i miei peccati di essere la sposa di Cristo, posso almeno essere la sua serva”. A diciassette anni sposò Pietro Acarie, un aristocratico impiegato al Tesoro, persona pia e caritatevole che fece molto per aiutare i cattolici inglesi esiliati. Lei era affabile e graziosa (da cui il soprannome “la belle Acarie”) e divenne famosa e influente negli ambienti ecclesiastici e di corte. Ebbero sei figli: le tre figlie divennero carmelitane e uno dei figli sacerdote. Pietro aveva speso un’ingente somma di denaro a sostegno della. Lega Cattolica durante le guerre civili di religione in Francia c quando, nel 1589, divenne re il protestante Enrico IV, fu esiliato da Parigi, le sue proprietà confiscate dai creditori la famiglia lasciata in una situazione molto difficile. Barbara lo difese nei tribunali, recuperò parte della terra confiscata e infine ottenne per lui il permesso di tornare nella capitale, aiutata senza dubbio in questo dalla conversione al cattolicesimo del re (1593). Divenne famosa a Parigi per le sue opere di carità e risulta che altre persone le affidarono la distribuzione delle proprie elemosine. Era impegnata nel visitare gli ammalati, dare da mangiare ai poveri, assistere i morenti come anche nell’istruire coloro che si convertivano dal protestantesimo e nell’aiutare varie case religiose.
Ispirata da due visioni di S. Teresa d’Avila, convinse il re a permettere alle suore carmelitane di aprire un convento nella capitale, dove nel 1604 ella stessa accolse il primo gruppo di carmelitane spagnole riformate a Parigi. Con il suo aiuto, nei cinque anni seguenti furono aperti altri quattro conventi in luoghi diversi e Barbara si adoperò per la preparazione di giovani donne che desideravano entrare nel Carmelo, organizzando una piccola congregazione che l’aiutasse nel compito, divenendo di fatti la “maestra delle novizie sposata”. All’epoca tra i suoi consiglieri spirituali vi erano S. Francesco di Sales e Pietro di Bérulle, fondatore degli oratoriani francesi. Sebbene la maggior parte delle persone la conoscesse come donna estremamente attiva, aveva una vita interiore molto sviluppata e raggiunse sempre più frequenti estasi; queste esperienze dapprima la spaventarono, ma in seguito ebbe la certezza che venivano da Dio. Quando Pietro morì nel 1613, Barbara entrò nel convento carmelitano di Amiens come suora laica, assumendo il nome religioso di Maria dell’Incarnazione. Le sue tre figlie erano già carmelitane e quando, poco tempo dopo, la maggiore fu nominata vicepriora, Barbara fu la prima a prometterle obbedienza. Incomprensioni con Pietro di Bérulle causarono il suo trasferimento a Pontoise nel 1616, dove lei si augurò di diventare «l’ultima e la più povera di tutte». Durante la sua ultima malattia la priora le chiese di benedire le suore che si trovavano intorno al letto e, prima di farlo, Maria pregò: «Signore, perdonami per il cattivo esempio che ho dato» e poi aggiunse “se dovesse piacere a Dio Onnipotente di ammettermi nella sua beatitudine eterna chiederò che la volontà del suo Figlio divino sia compiuta in ognuna di voi”. Morì il 18 aprile 1618; le furono attribuiti alcuni miracoli e venne beatificata nel 1791. Le sue spoglie sono ancora venerate al Carmelo di Pontoise.

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