Santa Caterina Tekakwhita

La prima santa pellirossa dell’America nacque presso l’odierna Albany nel 1656 da genitori di due etnie diverse, il padre irochese pagano e la madre algonchina cristiana. Scampa ad una epidemia di vaiolo che le lascia il volto sfigurato e una grave menomazione alla viosta. Rimasta orfana, viene accoltada uno zio con l’incarico di aiutare nel governo della casa: le viene dato il nome Tekakwitha che significa “colei che mette le cvse in ordine”. Cresce serena, confezione utensili pregiati con il legno che diventano un buon guadagno per la famigòlia. Ama trascorrere lunghe ore in silenzio e in solitudine e giunge a vivere, misteriosamente, la virtù della castità. Arrivata ad avere l’età giusta per sposarsi rifiuta con forza tutte le pèroposte di matrimonio che se le presentano; nel 1675 alcuni missionari cattolici giungono al villaggio e la religione che professano l’affascina al punto che circa un anno dopo chiede di ricevere il Battesimo le viene dato il nome di Kateri (Caterina). Quando la sua famiglia la invita nuovamente a spoosarsi, lei replica di avere Gesù come suo unico sposo. Fa voto perpetuo di verginità e si sottopone a pesanti penitenze; rimane immobile al letto all’inizio del 1680. Distrutta dalla malattia e dalle sofferenze, muore il 17 aprile del 1690, un mercoledì santo, a soli 24 anni. E’ stata beatificata da Giovanni Paolo II il 22 giugno 1980 e canonizzata da Benedetto XVI il 21 ottobre 2012. Ma ecco quello che ha detto il Santo Padre Benedetto XVI nell’omelia (Editrice Vaticana):

“Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti (cfr Mc 10,45).

Venerati Fratelli,
cari fratelli e sorelle!

Oggi la Chiesa ascolta ancora una volta queste parole di Gesù, pronunciate durante il cammino verso Gerusalemme, dove si doveva compiere il suo mistero di passione, morte e risurrezione. Sono parole che contengono il senso della missione di Cristo sulla terra, segnata dalla sua immolazione, dalla sua donazione totale. In questa terza domenica di ottobre, nella quale si celebra la Giornata Missionaria Mondiale, la Chiesa le ascolta con particolare intensità e ravviva la consapevolezza di essere tutta intera in perenne stato di servizio all’uomo e al Vangelo, come Colui che ha offerto se stesso fino al sacrificio della vita.

Rivolgo il mio saluto cordiale a tutti voi, che riempite Piazza San Pietro, in particolare le Delegazioni ufficiali e i pellegrini venuti per festeggiare i sette nuovi Santi. Saluto con affetto i Cardinali e i Vescovi che in questi giorni stanno partecipando all’Assemblea sinodale sulla Nuova Evangelizzazione. E’ felice la coincidenza tra questa Assise e la Giornata Missionaria; e la Parola di Dio che abbiamo ascoltato risulta illuminante per entrambe. Essa mostra lo stile dell’evangelizzatore, chiamato a testimoniare ed annunciare il messaggio cristiano conformandosi a Gesù Cristo, seguendo la sua stessa vita. Questo vale sia per la missione ad gentes, sia per la nuova evangelizzazione nelle regioni di antica cristianità.

Queste parole hanno costituito il programma di vita dei sette Beati che oggi la Chiesa iscrive solennemente nella gloriosa schiera dei Santi. Con eroico coraggio essi hanno speso la loro esistenza nella totale consacrazione a Dio e nel generoso servizio ai fratelli. Sono figli e figlie della Chiesa, che hanno scelto la vita del servizio seguendo il Signore. La santità nella Chiesa ha sempre la sua sorgente nel mistero della Redenzione, che viene prefigurato dal profeta Isaia nella prima Lettura: il Servo del Signore è il Giusto che «giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità» (Is 53,11); questo Servo è Gesù Cristo, crocifisso, risorto e vivo nella gloria. L’odierna canonizzazione costituisce un’eloquente conferma di tale misteriosa realtà salvifica. La tenace professione di fede di questi sette generosi discepoli di Cristo, la loro conformazione al Figlio dell’Uomo risplende oggi in tutta la Chiesa……

Kateri ci impressiona per l’azione della grazia nella sua vita in assenza di sostegni esterni, e per il coraggio nella vocazione tanto particolare nella sua cultura. In lei, fede e cultura si arricchiscono a vicenda! Il suo esempio ci aiuti a vivere là dove siamo, senza rinnegare ciò che siamo, amando Gesù! Santa Kateri, patrona del Canada e prima santa amerinda, noi ti affidiamo il rinnovamento della fede nelle prime nazioni e in tutta l’America del Nord! Dio benedica le prime nazioni!

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