Santa Felicola

La diceria popolare ha diffuso che Felicola fosse sorella di latte di Petronilla, la quale, in relazione al suo nome, fu erroneamente inserita nel Martirologio Romano come figlia di S. Pietro. Il suo martirio è associato a quello di Nereo e Achilleo, due santi che ci portano in un terreno più sicuro poiché è stata trovata un’iscrizione, risalente al pontificato di Damaso, in cui si dice che erano due soldati romani che, divenuti cristiani e lasciato l’esercito, furono martirizzati per la loro fede. Gli Acta attribuiti a tutti questi martiri sono probabilmente leggendari. La storia racconta che dopo la morte di Petronilla ella rifiutò le avances del comes Fiacco, che giunse a porle l’alternativa: sposarlo o sacrificare agli idoli. Naturalmente Felicola rifiutò ambedue le cose e perciò fu imprigionata per sette giorni senza cibo. Il suo carceriere tentava di convincerla a sposarsi, sottolineando che Fiacco era nobile, giovane, ricco, elegante e amico dell’imperatore. Visti falliti questi tentativi fu portata presso le vestali, ma neppure esse riuscirono a farle cambiare idea e infine venne torturata e messa a morte. Il suo corpo fu recuperato dal presbitero Nicomede e seppellito al settimo miglio della via Ardeatina. Sono molte le chiese di Roma, tra cui S. Prassede e S. Lorenzo in Lucina, che rivendicano il possesso delle sue reliquie, ma in verità c’è incertezza sul luogo dove si trovino veramente. Infatti anche la chiesa di S. Paolo a Parma e altre a Pavia e a Fulda ne rivendicano il possesso. Ci sono altre sante a Roma che portano questo nome, ed è probabile che i loro resti siano stati attribuiti alla loro omonima più famosa, la compagna di Petronilla.

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