Sant’Ilario

Ilario nacque a Poitiers verso il 315, da una distinta famiglia pagana, che gli fece impartire una solida educazione letteraria e filosofica. Agitato dal problema del nostro destino, non trovò una rispista soddisfacente nella filosofia pagana, ma soltanto nel prologo del vangelo di san Giovanni, in cui è detto che il Verbo disceso dal cielo dona a coloro che lo ricevono il potere di diventare figli di Dio. Ilario era sposato e padre di una figlia, quando ricevette il Battesimo. Alla morte del vescovo della città, Ilario gli succedette nell’episcopato e si sforzò di praticare quanto scriverà più tardi: “La santità senza la scienza non può essere utile che a se stessa. Quando si insegna, occorre che la scinza fornisca un alimetno alla parola e che la virtù serva i ornamento alla scienza.” Il Santo pastore lottò tanto strenuamente copntro l’arianesimo da essere considerato l’”Atanasio dell’Occidente”. Per ordine di Costanzo, Ilario, avendo ricusato di aderire alla politica religiosa dell’imperatore, fu deportato nel 356 nella Frigia. Durante il suo esilio, il contatto con l’Oriente fu provvidenziale nei cinque annio che vi trascorse ebbe modo di imparare il greco, di scoprire Origene e i Padri orientali, procurandosi una documentazione di prima mano per il libro che gli è valso il titolo di dottore della Chiesa (attribuitagli da Pio IX): il “De Trinitate”. Rientrato a Poitiers, riprese la sua opera pastporale, efficacemente coadiuvato dal giovane Martino, il futuro santo vescovo di Tours. Morì nel 367.

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