San Martino I papa

Martino, originario di Todi, durante la sua vita patì grandi sofferenze. Ordinato sacerdote, svolse il suo ministero pastorale a Roma e, successivamente, gli venne conferito l’incarico di legato pontificio presso la corte imperiale a Costantinopoli. Grande, allora, era il dibattito teologico sul Figlio di Dio: il Salvatore aveva una o due volontà? Entrambe le posizioni avevano teologi che la sostenevano. Quella che affermava che Gesù operava con una volontà vedeva l’appoggio di teologi bizantini che la avallano per dare man forte all’imperatore. Martino venne eletto al soglio pontificio il 13 maggio del 649 e da papa non potè esimersi dall’affrontare la questione. Con un grande sinodo romano si stabilì che nel Figlio di Dio operavano due volontà, quella divina e quella umana. L’imperatore Costante reagì violentemente e nel 653 fece arrestare il Papa e lofece condurre a Costantinopoli. Nel 655 venne inviato in esilio in gran segreto. Posto in condizioni disumane, petì la fame e l’abbandono da parte di tutti per quattro mesi. Consumato nel corpo, ma con lo spirito saldo in Cristo, morì il 13 aprile del 655.

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