Il ricordo di Giovanni Antonio Gualterio da parte del presidente di Terraurunca Daniele Iadicicco


E’ uno degli artisti  dimenticati,come ha sostenuto in un comunicato il presidente di Tearraurunca Daniele Iadicicco, della ex Terra di Lavoro. L’artista, riscoperto dall’attivissimo presidente di questa associazione che si occupa di cultura e storia locale, si chiama Giovanni Antonio Gualterio, maestro scultore di Gaeta assolutamente sconosciuto ai più. Si firmava come  JAG (JOHANNES ANTONIUS GUALTERIUS). Di lui non si hanno molte notizie. Fatto certo è che era nativo di Gaeta e fu attivo tra il XVI ed il XVII secolo. La famiglia è ancora presente oggi in città, con il cognome modernizzato Gualtieri. Era un maestro nell’esecuzione di opere in avorio, con particolare riferimento alla serie di Cristi crocefissi. Jag lavorò per almeno due decenni a Roma per la corte papale, sopratutto per il Cardinale Ferdinando I de Medici (1549-1609). Il Cardinale utilizzava le opere del Gualterio per farne dono ai potenti d’Europa in visita a Roma. Per questo motivo le opere del maestro gaetano oggi sono visibili in mezza Europa. Tra le altre cose per il Cardinale de Medici, alla morte del fratello divenuto Granduca di Toscana, aveva lavorato moltissimo anche Scipione Pulzone detto il gaetano (Gaeta, 1540 circa – Roma 1598). Il grande Pulzone aveva ritratto, oltre il Cardinale, molti membri di casa Medici, eseguendo i ritratti ufficiali di famiglia. Si potrebbe pensare essendo concittadini e coetanei, entrambi a lavoro a Roma che Jag possa essere stato introdotto proprio dal Pulzone al Cardinale Medici, ma questa è solo una supposizione. I Cristi sono davvero apprezzati da collezionisti e critici, essendo lavori di altissimo livello. Suoi lavori sono oggi battuti in asta presso le più grandi case d’Arte. Negli ultimi dieci anni sue opere sono state vendute a Lione, Marsiglia, Venezia, Genova, Parigi, Londra, Roma ed a Dicembre 2019 a Siviglia. Spesso le stesse opere sono acquistate e rivendute più volte, la speculazione testimonia il vivo interesse verso il suo lavoro. Le opere vengono battute in asta sino a 15/20000€. Un suo famoso Cristo in Avorio è nelle collezioni del Museo detto Grünes Gewolbe di Dresda.

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