Trent’anni fa Don Cosimino Fronzuto, che ha combattuto contro un male incurabile, ha lasciato serenamente il suo pellegrinare terreno per tornare in seno alle braccia del Padre misericordioso. E l’ si è ricordato con una celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo Luigi vari, il quale ha detto: “Vorrei affidare a lui una preghiera che dal primo momento che sono venuto qui a Gaeta gli ho fatto e quando sarà esaudita racconterò a tutti, nella speranza che serva ad essere uno dei primi grandi segni che lo aiuterà ad essere venerato da tutti”  Con queste parole, l’ Arcivescovo Vari ha terminato l’omelia della celebrazione eucaristica, con la presenza di tanti sacerdoti venuti da diverse diocesi del Lazio, che si è tenuta nella chiesa di San Paolo in ricordo del trentunesimo anniversario del ritorno alla casa del Padre di don Cosimino Fronzuto. Queste parole ci hanno riportato al giorno del funerale di Don Cosimino quando in una piazza gremita di persone l’arcivescovo Mons. Farano a termine della sua omelia disse: “Don Cosimino ha dato molto ma ora darà molto di più”. In tanti ancora oggi ricordano con amore e riconoscenza questo piccolo sacerdote dal fisico esile ma dalla grande personalità che trasmetteva amore a chiunque si avvicinasse a lui e tante sono le preghiere d’intercessione che ogni giorno si elevano al nostro Don Cosimino, in diverse parti del mondo. Al termine della Messa è stata consegnata a tutti i presenti una riproduzione della lettera che don Cosimino scrisse alla comunità per il suo venticinquesimo anniversario di sacerdozio di cui vi proponiamo uno stralcio:  “Senza il passato: ricordo ben poco di quanto il Signore si sia servito di me, Senza il futuro: che lascio totalmente al Signore cui mi affido sicuro. Si serva di me e come vorrà. Non ho che l’attimo presente. In esso, poter fare o no, sia umanamente sia sacerdotalmente, non conta, conta solo essere quella volontà di Dio su di me.”

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