Il presidente della Provincia di Latina Carlo Medici e l’Upi in audizione alla Camera dei Deputati

Audizione

Le parole d’ordine sono: autonomia, responsabilità e semplificazione degli adempimenti, per fare in modo che le pubbliche amministrazioni, innanzitutto quelle piccole e meno organizzate, possano concentrarsi sull’erogazione dei servizi piuttosto che sulla burocrazia. E’ stata questa la richiesta presentata dall’Upi (Unione delle Province italiane) nel corso di un’audizione alla Commissione Bilancio della Camera in merito al disegno di legge di semplificazione dell’attività amministrativa degli enti locali. Ha detto Carlo Medici, rappresentante Upi e presidente della Provincia di Latina: “Serve un riordino complessivo dell’ordinamento degli enti locali ed è urgente una revisione profonda della legge di riforma delle Province. Apprezziamo la decisione del Parlamento di inserire tra i collegati alla legge di bilancio 2020 un disegno di legge di revisione del testo unico degli enti locali. Ci aspettiamo che quello sia lo strumento per risolvere, finalmente, tutte le criticità della legge 56/14, a tre anni dal referendum che ne ha decretato il fallimento. Abbiamo l’occasione di scrivere, una vera e propria Carta delle autonomie locali, dando piena attuazione alla Costituzione, che, indicando i Comuni, le Province e le Città metropolitane tra le istituzioni costitutive della Repubblica, ne garantisce autonomia e responsabilità”. Il presidente Carlo Medici indica poi quali sono le priorità:”Chiarezza delle funzioni, semplificazione dei soggetti indicati ad amministrare i territori con la definitiva assegnazione a Province e Città metropolitane di tutte le funzioni oggi esercitate da migliaia di enti strumentali intermedi, nelle regioni ordinarie come nelle regioni a statuto speciale; rivedere la governance degli enti e le modalità di elezione, che erano state immaginate nel 2014 come provvisorie e mostrano quindi tante lacune; rafforzare le autonomie locali anche in vista del percorso di attuazione del Regionalismo differenziato, che deve vedere i rappresentanti dei cittadini e dei territori coprotagonisti del confronto tra Governo e Regioni, insieme al Parlamento: su questo aspettiamo risposte, ormai ineludibili e della massima urgenza”. 

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