Accuse pesanti sono state fatte ad un politico calabrese di lungo corso, Domenico Tallini, di 68 anni, che è stato posto agli arresti domiciliari. Il politico, appartenente a Forza Italia, sembra essere accusato dei reati di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. Accuse che sembrano essere confermate dall’indagine condatta dai carabiniri, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla magistratura calabrese. Questa indagine ha riguardato i presunti rapporti tra l’attuale presidente del Consiglio calabrese e un clan della ‘ndrangheta Grande Aracri. Secondo il gip il consigliere regionale “forniva contributo concreto ad associazione ed accettava dalla cosca la promessa di procurare voti”. Questo attegiamento si è tradotto nella costituzione di una società sita in Catanzaro tra il Tallini e e la cosca, avente come oggetto sociale la distribuzione di prodotti medicinali attraverso la costruzione di una rete di punti vendita di farmacie e parafarmacie situate in Calabria, Puglia ed Emilia Romagna. L’intervento dell’influente politico in seguito, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato ricambiato nel 2014 da parte dei clan aiutandolo concretamente nella sua elezione alle consultazioni regionali del 2014, risultando poi eletto con più di 10mila voti di preferenza. Questa operazione, denominata Farmabusiness, è stata eseguita dai comandi provinciali dei carabinieri di Catanzaro e di Crotone, coordinati dal procuratore capo Nicola Gratteri, assistito dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti Paolo Sirleo e Domenico Guarascio, du richiesta della Dda. I fermati in questo contesto sono complessivamente 19, accusati di vari reati come associazione di tiopo mafioso, consorso esterno in associazione mafiosa, tentata estorsione, ed altri ancora. In realtà, l’oeprazione è composta di due inchieste che si sono congiunte che hanno cercato di dimostrare come i capitali della cosca catanzarese siano stati utilizzati, grazie all’intermediazione della politica, per creare questa grande distribuzione, utilizzando anche metodi tipicamente mafiosi per imporre la vendita dei loro prodotti medicinali. Lo setsso Tallini era atteso a Roma per discutere sulla situazione dei contagi da covid, e delle continue dimissioni di commssarti nominati ad hoc per affrontare questa emergenza che in Calabria è esplosa con tutte le gravi conseguenze del caso. Ma chi è Domenico Tallini? Eletto nelle ultime consultazioni regionali del marzo 2019, è stato nominato come traghettatore insieme al vice presidente della giunta regionale Nino Spirlì per la prematura scomparsa della governatrice jole Santelli. Nato a Catanzaro il 29 gennaio del 1952, è sposato ed ha due figli. E’ stato un dipendente dell’Enel, e nelle ultime elezioni calabrsi è stato eletto con oltre 8000 preferenze. Da sempre collocato nell’area politica di centro destra, ha cominciato la sua carriere nell’ambito del parlamentino calabrese nel 1995 con l’Uderur di Clemente Mastella, e ha ricoperto numerosi incarichi in quella consiliatura. Ha avuto anche l’incarico di coordinatore di Forza Italia della provincia di Catanzaro, partito con il quele è transitato e dal 2000 riconfermato consigliere. Viene eletto altra due volte, nel 2014 quando raggiunge il massimo consenso elettorale personale, quello che è stato messo sotto la lente di osservazione degli inquirenti, e nel marzo 2019 dove ha ricevuto l’incarico di guirare il consiglio regionale. Ma per l’Antimafia Tallini è stato considerato come “impresentabile” per via dei presunti rapporti, ancora completamente da dimostrare, con le cosce della ‘ndrangheta catanzarese. E propiuo il presidente della commissione nazionale animafia, calabrese anche lui, Nicola Morra, ha commentato l’arresto di Tallini in un post su Facebook: “Vi ricordate le ultime regionali calabresi, a gennaio 2020?Questo signore, attuale Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, di Forza Italia, in virtù del codice di autoregolamentazione della Commissione Antimafia, risultava impresentabile.A suo avviso ero io che mi accanivo contro di lui per una “vendetta personale”.Oggi si trova ai domiciliari.Ma era una “vendetta personale”.

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