IL POTERE: AUTORITA’ O SERVIZIO?

Don Gianni Cardillo , parroco di San Pietro in Fondi
Don Gianni Cardillo , parroco di San Pietro in Fondi

Da questa settimana, e cominciando dalla Quaresima, si cominciano una serie di conversazioni con il parroco di San Pietro Apostolo a Fondi, Don Gianni Cardillo, per mettere in relazioni le tematiche sociali con le letture della Bibbia e del Vangelo.

Si comincia con la tematica del potere, riferendosi alla prima domenica di Quaresima che parla delle tentazioni di Gesù, dove il Diavolo, con le tentazioni, fà una serie di provocazioni al Signore che ovviamente rifiuta.

Ed ecco che Don Gianni risponde alla nostra tematica dicendo che un tema impegnativo per l’uomo di oggi, e pensando al potere si pensa immediatamente a qualche persona che lo esercita per dominare gli altri. Don Gianni dice: “Pensiamo ai tanti poteri che dentro la nostra vita ci limitano o ci mettono in contrasto con gli altri.” Il potere, continua, ha diverse sfaccettature, e pensiamo al potere personale che ognuno di noi ha per il ruolo che esercita nella società o nella stessa Chiesa, ma è un potere che tante volte può mortificare il fratello perché lo si può esercitare in senso autoritario e non in modo autorevole, quindi va esercitato con autorevolezza oppure diventa totalitarismo.

Poi c’è un potere dell’immagine, “io cerco di propormi agli altri per l’immagine che ho, e quindi tento tutte le carte che possiedo per essere più bello, per essere migliore agli altri per schiacciare i fratelli”,  ed anche questo ha diverse sfaccettature.

Ancora c’è il potere economico, che lo si esercita attraverso le cose che si acquistano, e spesso potere economico e potere d’immagine vanno a braccetto, “ io che prendo le cose di marca e non le prendo al mercato ed io valgo di più perché posso acquistare le cose di marca e tante volte fra i giovani si fa osservare all’ altro che non possiede la marca di grido del momento”, questo diventa un potere di mortificazione sull’altro che non riesce a stare alla sua altezza.

Abbiamo il potere politico, che tante volte tende, senza volerlo, a schiacciare le idee dell’altro e non rispettare i suoi punti di vista, è un “potere che tende ad azzittire l’altro proprio perché si detiene il potere e all’ altro non gli si concede il pensiero libero.”

Ci può stare il potere occulto, che agisce  in modo subdolo ed lo stesso potere politico agisce in questo modo, così come ci può stare il potere educativo, che se non esercitato con autorevolezza può schiacciare il più debole. “Si può continuare su questa strada sul potere umano, quando il fratello non è capace di dare la mano libera all’altro.”

In sintesi Gesù ci dice: quando un uomo non è capace di prendere e di esercitare il potere e fanno fatica a mettersi insieme, e se la persona non lo esercita con il grembiule davanti, come diceva Don tonino Bello, certamente diventa un asservimento dell’ altro, se invece ci spogliamo di tante nostre prepotenze, allora saremo capaci di esercitare il potere come servizio.

“Termino questa conversazione proprio con il servizio: senza che l’uomo converte l’animo suo, e la quaresima ce ne dà occasione, ma ponendolo e ponendosi verso il fratello come un servitore, certamente staremo sempre lì a combatterci o a combattere il fratello come è accaduto per Caino ed Abele, dove Caino ha sempre cercato le cose peggiori da offrire a Dio, come l’agnello macchiato, l’agnello con l’occhio cieco, l’agnello con la zampa rovinata; mentre Abele ha capito Dio ed ha capito l’amore di Dio, Dio gli ha dato la vita e gli ha offerto le cose migliori, e questo è un servizio di ringraziamento verso Dio di Abele ed il disservizio di Caino nei confronti di Dio e di offrirgli le cose peggiori. Ad un certo punto si scontrano le due mentalità, è la mentalità più brutta diventa quella di caino che ad un certo punto prende il coltello e ammazza suo fratello. Questo è il peggiore dei servizi che si possa rendere con il proprio ruolo alla società. Il fratello non si ammazza solo con un coltello, tante volte la Quaresima ce lo ricorda, la tentazione è quella di eliminare il fratello con il pensiero, togliendoli il sorriso, togliendoli la dignità, togliendoli l’onore; ecco invece il fratello va aiutato, e la conversione interiore che dobbiamo fare tutti. Convertirsi significa tornare indietro sui propri passi, significa dare se stessi totalmente a Dio. Tutto passa (panta rei dicevano gli antichi filosofi greci), solo Dio rimane, se nel nostro cammino personale capiamo che l’altro va aiutato e servito, davvero nell’altro vedremo sempre il volto di Gesù, che Lui stesso ci ha dato la forza e l’intuizione per poterlo vedere.”

E ci auguriamo tutti di poterlo vedere in questo mondo fatto di odio e di guerra, di prevaricazione dell’uomo sull’uomo.

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