Luca Magliozzi

Una osservazione: come si fa a parlare di blue economy con i pescherecci praticamente in dismissione, un mare inquinato come ogni anno Goletta Verde riesce ad individuare e con la cantieristisca in affanno se non in cirsi, anche se i numeri sono discordanti dalla realtà. Forse i dati in possesso dell’assessore regionale allo sviluppo economico sono diversi, i quali danno un quadro idilliaco che forse non c’à mai stato. Eppure Luca Magliozzi, forse anche sul fatto che nel suo schieramento c’è Art. Uno con la Manzo e Gallinaro che da sempre cercano di portare avanti una politica ambientale differente da quella che esiste di fatto sul territorio, ha evidenziato. Infatti, la mancata approvazione in Consiglio Comunale della famosa delibera della Giunta Villa sulle concessioni marine di mitilicoltura, che peraltro ricadevano in territorio formiano per una minima porzione, ha di fatto prorogato anche quelle di Gaeta – anche se nominalmente la proroga non c’è, ma solo di fatto –ossia le concessioni di itticoltura, dopo che la Regione Lazio, in modo molto pilatesco, ha demandato ai comuni il potere di dirimere la questione. E’ chiaro che per questo problema ci sono due modi di pènsare completamente differenti, che mai si uniranno. Luca Magliozzi, dopo l’incontro per la presentazione dei progetti di riqualificazione dei litorali del Golfo, ha scritto in un post su Facebook che lo sviluppo della costa non può essere imprescindibile dalla limitazione della attività del Porto Commerciale di Gaeta (leggasi pèt coke), e gli allevamenti di itticolutura. Se la Manzo, che nel corso degli anni, ha portato consiglieri regionali a ribadire l’utilità della definizione della zona del Golfo di Gaeta come “area sensibile”, ma poi nulla più ha fatto la stessa Regione, nonostante che da diversi anni è amministrata da governi politici di centrosinistra, demandando, come si è detto in precedenza, ai Comuni nel 2020 di risolvere il problema, nulla potra fare il giovane candidato a sindaco contro la poternza economica e politica della Autorità di Sistema Portuale, tanto che sia Paola Villa per prima e dopo i CinqueStella hanno dovuto alzare bandiera bianca per manifesta inferiorità. Per non parlare poi del Pontile Petroli, con un inutile consiglio comunale svolto nel dicembre del 2019 a Formia che ha sollevato diverse polemiche, ma che in realtà non ha potuto decidere nulla sulla proroga concessa ad Eni per la gestione dello stesso pontile per altri quattro anni. E allora perché inseguire una politica ambientale che nel corso degli anni è sempre stata fallimentare, con il rischio di veder dilapidata la piccola risalita che Luca Magliozzi è riuscito a riconquistare contro il vecchio leone del ceentrosinistra formiano Sandro Bartolomeo, che ha deciso di dare appoggio elettorale al candidato sindaco Amato La Mura? Ma per onor di cronaca bisogna riportare il post: “Torniamo a discutere di temi cruciali per la nostra città. Sono appena uscito dall’incontro pubblico “Da Gaeta a Formia: la riqualificazione del litorale della Riviera di Ulisse” tenutosi alla presenza dell’Ass. Regionale allo Sviluppo Paolo Orneli. Il Comune di Formia partecipa con un progetto da 1 milione di euro (di cui 56% con contributo regionale) per la riqualificazione del litorale di levante con servizi per la mobilità, il riassetto di aree verdi come il Parco De Curtis e la fruibilità dell’arenile sottostante. Un’ottima notizia che però deve camminare di pari passo con la nostra idea di riqualificazione del litorale cittadino e dell’intera Riviera di Ulisse: non può esserci futuro senza la messa in discussione delle attività del Porto Commerciale di Gaeta e degli allevamenti di itticoltura. Uno sviluppo, di certo non sostenibile, che Formia in questi anni ha subito e che continua a creare disagi a interi settori dell’economia cittadina quali il turismo, lo sport e la tutela ambientale.” Per giunta Magliozzi ha rincarato la dose, prendendosela contro dei cronisti che hanno definito questa sua infelice uscita come “una tempesta in un bicchiere d’acqua” che forse lo stesso Magliozzi avrebbe fatto bene ad evitare in un contesto come quello di Gaeta. Ed ecco questo post per rafforzare la sua posizione: “Ha fatto storcere il naso a qualche cronista che l’ha definito “tempesta in un bicchiere d’acqua” il mio recente post in cui chiedevo di avviare una discussione franca sulla necessità di regolamentare le attività del porto commerciale di Gaeta. Può esserci occupazione e sviluppo anche mettendo in discussione attività come lo stoccaggio e il trasporto su gomma del pet-coke. La rivoluzione verde è il nostro compito generazionale, che ci deve unire e incoraggiare. Non ho difficoltà a ripeterlo: l’unico sviluppo economico possibile per Formia e per il Golfo è lo sviluppo sostenibile. Il mare rappresenta una grande opportunità in termini di crescita economica e di investimenti. Se vogliamo caratterizzarci in chiave turistica e a difesa e tutela delle bellezze naturali questa è l’unica strada da percorrere. Subito a lavoro per regolamentare il transito dei mezzi pesanti che gravano sulla viabilità comunale e, al tempo stesso, aprire un canale diretto di dialogo con le amministrazioni limitrofe e le autorità competenti. Le esternalità negative che derivano da queste attività non riguardano solo Formia, ma tutto il Golfo.” Se sarà elòetto riuscirà a fare tutto questo? Agli elettori l’ardua sentenza….

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