congressoQualcuno che non si uniforma c’è. Così come c’è, immancabile, l’ipocrisia dei liberi pensatori. Il Perù si è espresso contro il riconoscimento delle unioni omosessuali. Come riporta il sito nocristianofobia.org “la Commissione Giustizia del Congresso peruviano ha respinto a maggioranza il progetto di legge, che, se approvato, avrebbe approvato le unioni civili tra individui dello stesso sesso.” A maggioranza, quindi democraticamente. Non ci sarebbe nulla da obiettare, la maggioranza prevede anche questo. Eppure la libertà, come spesso abbiamo dimostrato, non è per tutti, e non lo è proprio per coloro che si fanno paladini delle libertà e della democrazia. “Carlos Bruce – col solito concetto bizzarro di “tolleranza” a senso unico, per il quale tutti han diritto di parola, ma solo finché cantan col coro – ha “ovviamente” bollato tutti i voti contrari come «retrogradi, che negano i diritti della minoranza»” La solita etichetta culturale di ‘retrogrado’ con la quale si pensa di risolvere i problemi e delegittimare gli avversari. Perché in fondo il problemi di tutti questi liberi pensatori è proprio questo: l’incapacità di elevare loro stessi e loro idee e per farlo affossano e delegittimano gli interlocutori che sono loro contrari. I poteri forti politici e mediatici stanno dalla loro, ecco perché gli è possibile tutta questa operazione. Vedremo cosa accadrà in Perù. Non ci stupiremo se scopriremo in futuro ritorsioni economiche (e non solo).

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