Il PD di Formia scrive sulla questione della Sanità della Provincia di Latina

Francesco Carta
Francesco Carta

Una questione che anche il PD di Formia attraverso il suo segretario politico Francesco carta si è posta all’indomani dell’incontro dei sindaci al Comune di latina per discutere sulla questione della sanità. M ecco quello che scrive il segretario del circolo Pd Diana – Piancastelli sulla questione:

“Domani  ci sarà la conferenza dei Sindaci sul nuovo atto d’indirizzo.  Sulla stampa di domenica scorsa sono comparse prese di posizioni sia delle organizzazioni sindacali (CISL e UIL) e sia dei Sindaci di Fondi e Terracina, tutti protesi nella difesa della sanità pubblica ma in sostanza tutti protesi a difendere il proprio comune o la propria afferenza sindacale.  Le avvisaglie si erano già  viste al convegno della CISL a Latina lo scorso 3 Novembre. I Sindaci di Terracina e Fondi insorgono a difesa dei due rispettivi ospedali  perché la Struttura Semplice Dipartimentale di Ortopedia sarebbe superata e non con la chiusura ma con l’accorpamento a Formia. Insorgono parlando di chiusura, impoverimento dell’ospedale Fiorini e tante altre amenità. Ebbene, nessuno di questi signori s’è posta la benché minima preoccupazione quando è stata eliminata la Struttura Semplice Dipartimentale di Oculistica al “Dono Svizzero” di  Formia, il trasferimento al Fiorini di Terracina di un Fluorangiografo da 90 mila euro (tuttora smontato e dunque inusato), il trasferimento di tutta l’attività chirurgica di Oculistica nell’Ospedale di Fondi. Con il trasferimento a Cassino dell’unico oculista che c’era  a Formia, d’un colpo, è sparita l’assistenza oculistica in un territorio altrettanto popoloso e vasto come quello del golfo di Gaeta. Sarebbe il caso che i Sindaci De Meo (Fondi) e Procaccini (Terracina)  ci riflettessero un po’ su prima di gridare “accori uomo” per la UOSD di Terracina che, lo ripeto, non chiude. Vorrei inoltre ricordare che recentemente per il  Fiorini di Terracina sono stati impegnati 654 mila euro per la realizzazione  di sei posti letto di Osservazione Breve (Medicina d’Urgenza) ed altri 400 mila euro  per apparecchiature, assieme agli ospedali di Fondi e Formia. Il finanziamento più cospicuo va all’ospedale di Terracina che oggettivamente viene potenziato  e non smantellato.  A Formia vengono ripristinate le strutture complesse che nel precedente atto aziendale erano state eliminate, si tratta di semplice ed oggettivo riconoscimento che in un Dipartimento d’Emergenza non potevano operare Radiologia, Anestesia e Rianimazione e Patologia Clinica senza un’adeguata organizzazione diretta da un Primario. Nel frattempo a Formia non c’è più alcuno che si occupi di Oculistica, Urologia, Otorinolaringoiatria, Anatomia Patologica, la cui tempestività e puntualità restano decisivi per la chirurgia oncologica. I dati ci dicono che più del 50% dei residenti della Provincia di Latina si dirigono verso strutture private e altre  ASL della Regione. Si tratta di un fenomeno a suo tempo frenato (Direttore Petti) ma poi, soprattutto negli ultimi tempi, ulteriormente ripreso. Non v’è dubbio che la tempestività, l’offerta e la qualità dei servizi restano decisivi per attrarre utenza e limitarne la mobilità verso il privato o altre ASL. L’Ospedale di Formia attraeva utenti dalla Regione Campania e dal sud della provincia di Frosinone del ben 22% di prestazioni sul totale. Ora dall’area sud della Provincia si emigra verso la Campania, le ASL di Roma e in minima parte verso Latina. Stessa situazione, verso Roma per il Nord della Provincia. Siamo ben lungi da avere un sistema definito in grado di ridurre la mobilità sanitaria. Abbiamo 4 strutture ospedaliere: Latina, Terracina, Fondi e Formia. Sono stati chiusi cinque ospedali negli anni precedenti: Cori, Sezze, Priverno, Gaeta e Minturno. Fondi e Terracina distano solo 18 Km.  Ma gli ospedali restano aperti entrambi  e, nel caso di Fondi, con servizi e funzioni rabberciate. Nell’area Sud non esiste un minimo di autonomia amministrativa, tutto si riporta su Latina ed anche in questo caso ritardi ed inefficienze: non si definisce un sistema se bipolare o tripolare. A mio modo di vedere si tratta di lana caprina. I poli possono essere due: Latina a Nord e Formia con Terracina a Sud ma la risposta non può essere data solamente dal Direttore Aziendale ma decisivi restano la Regione e la conferenza dei Sindaci, magari con una maggiore  lungimiranza.”

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