Tribunale

Ecco quello che ha scritto la Federazione di Latina di Rifondazione Comunista riguardo la questione dei rinvii a giudizio di quattro persone che sono stati collegati indirettamente all’attuale consigliere regionale della Lega, allora candidato a sindaco Angelo Tripodi: ” Che il clan Di Silvio, agisse come un <<clan mafioso>> , lo aveva già stabilito la sentenza del processo “Alba Pontina”. Il giudice Annalisa Marzano aveva aperto, con la frase seguente, le 280 pagine di motivazioni: “Questa è la storia di Latina degli ultimi venti anni”.
In un’inchiesta autonoma, sul sistema che nel capoluogo, nel 2016, sarebbe stato messo in atto per raccogliere consensi, attorno al candidato sindaco della Lega, Angelo Tripodi, oggi capogruppo del carroccio alla Regione Lazio, l’ Antimafia di Roma ha ascoltato più di una testimonianza. Sarebbero emerse, durante le indagini, le metodiche con cui la famiglia nomade e una serie di altri personaggi che a lei facevano capo, avrebbero ottenuto le preferenze per il leghista: dalla promessa di 30 euro, alle minacce vere e proprie con l’accompagnamento ai seggi e successivo controllo del voto espresso. I pm Luigia Spinelli e Barbara Zuin hanno ora spedito quattro avvisi di garanzia. Come Partito della Rifondazione Comunista non possiamo che nutrire apprensione e sconforto attorno a questa triste pagina che investe classi dirigenziali della politica pontina, che qualora confermata mostrerebbe la gravità di un sistema completamente marcio
Auspichiamo che alla fine delle ricostruzioni emerga la verità a sostegno di quanti si spendono per arginare quella deriva civile e democratica che di fatto non può non allontanare tanti cittadini dall’esercizio di un loro nobile diritto.”

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