Il Covid ha evidenziato il punto debole della città di Formia, e pensare che l’assessore al Turismo della città di Formia, Kristian “occhi di gatto” Franzini, che nella settimana dal 9 all’11 ottobre ha tenuto a precisare che l’evento dell’anno deve essere il windsurf. Con tutto il rispetto dei praticanti di questo spettacolare sport di mare, gli sport di squadra cosi come quelli individuali soffrono nell’anno covid della carenza cronica di strutture per poter togliere dalla strada i ragazzi, sopratutto quelli a rischio sociale. Pallacanestro e pallavolo, nonché il calcio a cinque femminile quest’anno sono emigrati “forzatamente” a Minturno, il campo di calcio di Maranola intitolato a Parisio preso in affidamento dalla famiglia Anelli per la serie D, il palazzetto di Maranola, nonostante sia stato riparato, misteriosamente è chiuso. Per non parlare che manca una piscina comunale (quella dei 25 Ponti è di gestione privata), così come il Coni “Bruno ZAULI” che ha una gestione privata per permettere ad atleti nazionali ed internazionali di allenarsi al meglio. Solo i campi da tennis ex americani sono stati assegnati, non tuttavia senza difficoltà. Ed allora, come dice il Partito Democratico di Formia, veramente a che punto siamo? Lo chede in una nota che è stata inviata alla stampa:

A che punto siamo con gli impianti sportivi?

Formia ha numerosi impianti sportivi di proprietà comunale che aspettano ancora una risposta, la maggior parte di essi rimane ancora inutilizzata e non assegnata.

Ad aprile dello scorso anno l’Amministrazione aveva approntato una prima classificazione degli impianti presentando questo atto come il preludio ad un processo che avrebbe portato ad una completa riorganizzazione delle diverse strutture sportive della città. Sono passati mesi ma di questa riorganizzazione non vi è traccia.

L’unico nuovo bando concluso è quello relativo ai campetti di tennis, mentre per quanto riguarda l’impianto sportivo di Maranola, prima inserito e poi tolto dall’elenco dei beni da valorizzare, verrà semplicemente affidato per due anni attraverso un avviso pubblico realizzato in notevole ritardo. Nessuna notizia o idea per quanto riguarda il Palamendola, il campetto di via Cassio ed il campo di Castellonorato (attualmente non utilizzato)

Ancora più preoccupante è la situazione dei cosiddetti campetti di quartiere (gianola, san giulio, penitro, scaccia galline) che dovrebbero costituire dei punti nevralgici per la vita sociale e aggregativa di questi luoghi. Strutture che andrebbero immediatamente valorizzate riprendendone la loro forte connotazione sociale, magari coinvolgendo anche le associazioni o i comitati di quartiere nella loro gestione. Molti di questi spazi rimangono inutilizzabili e sono abbandonati a se stessi quando potrebbero rappresentare una ricchezza per la città.

Se alcune di queste strutture presentavano comunque criticità precedenti, non può essere accettabile che dopo più di due anni, al di là di qualche annuncio, non si sia riusciti a riqualificarne neanche una e a produrre alcun progetto o affidamento in tal senso.

Un’importante opportunità  arriva ora dal Governo con il bando sport e periferie 2020 i cui termini sono stati prorogati al 30 ottobre: vengono stanziati 140 milioni di euro da destinare a progetti per la realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi, nonché all’acquisto di attrezzature sportive, con particolare attenzione alle aree urbane periferiche.

Come Partito Democratico di Formia vogliamo sollecitare questa Amministrazione a non perdere quest’ulteriore occasione  per risolvere le diverse criticità degli impianti comunali di Formia. Crediamo che le limitazioni imposte dal Covid non possano far venir meno la necessità di interventi che vadano a migliorare l’offerta sportiva del nostro territorio. La riqualificazione delle numerose aree sportive presenti nei diversi quartieri deve diventare una priorità e non può che passare dalla capacità di un’Amministrazione di raccogliere tutte le opportunità che vengono da progetti e bandi sovracomunali.

Le attività sportive e, in generale, la vita sociale di tutti noi vengono già messe a dura prova dalla pandemia, non possono essere ulteriormente penalizzate dall’incapacità della di occuparsi seriamente dello Sport nella nostra città.”

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