Locandina

 Una nota polemica nei confronti di tutti i partiti che sono stati presenti l’11 giugno all’inaugurazione della posa della prima pietra della nuova stazione ferroviaria di Gaeta, una stazione che il Partito Comunista di Gaeta ha condannato in quanto tutti i partiti hanno mostrato degli appetiti, perché quando – secondo loro – c’è da spartirsi la torta dei finanziamenti, non ci sono differenze politiche che tengano. Ecco il comunicato redatto dagli attivisti della sezione Mandolesi del Partito Comunista di Gaeta: “Nelle ultime ore si vanno delineando rapidamente le tante sfaccettature del fatto gravissimo e sbalorditivo reso pubblico dal Consigliere De Angelis. Parliamo dell’atto di vendita risalente a Gennaio degli edifici dell’ex stazione di Gaeta e del terreno prospicente di quasi 3 mila metri quadrati da parte del Consorzio industriale in favore di una società immobiliare nata da poco, con soli 30 mila euro di capitale. Il tutto peraltro ad un prezzo di 400 mila Euro, a dir poco ridicolo per un’area di tale posizione strategica e centrale, la quale sarebbe sorprendentemente ancora accatastata in parte come terreno agricolo. La vicenda ha dell’assurdo. Lo è il fatto che un ente quale il Consorzio del sud pontino agisca come un soggetto privato senza indire alcuna procedura di evidenza pubblica. Lo è ancor di più che il Comune di Gaeta, rappresentato dal suo Sindaco presso l’Assemblea Generale di tale ente e per di più finanziatore di vari interventi riguardanti lo stesso sito, non solo non abbia beneficiato di alcuna prelazione ma addirittura fosse all’oscuro di tutto, fatto che ci pare a dir poco difficile da credere. Oltre alla profonda indignazione la vicenda suscita timori ben maggiori dei pur legittimi e già espressi dubbi sulla sorte dei parcheggi della piazza, attualmente gratuiti. Ricordiamo a tutti infatti che la destinazione d’uso di un’area può essere modificata e sorge lecito il sospetto che sulla stessa possano essere pronte ben altre speculazioni, fatto di cui forse dovrebbe interessarsi anche la magistratura alla luce degli elementi emersi. Non si può ignorare la prossimità dell’area con quella dell’Ex vetreria, ove come ben noto si preparano altri importanti progetti che è impossibile non collegare con la vicenda in questione. Non è facile prevedere esattamente anche i sicuri risvolti negativi in merito alla tanto attesa riapertura della linea ferroviaria, che dovrà garantire più di un obolo ai nuovi proprietari. Tutto assume insomma i connotati di un ricco banchetto esclusivo e preparato da tempo a spese della cittadinanza tra pochi fortunati informati dei fatti. In queste ore si vocifera insistentemente anche del coinvolgimento di figure molto vicine alla società acquirente che ricoprirebbero incarichi presso il Comune e avrebbero rapporti noti con figure politiche di spicco. La gravità di questi elementi ci impone assoluta cautela e la necessità di verificare bene la veridicità di queste accuse. Risulta comunque evidente ancora una volta l’elemento centrale che a nostro avviso contraddistingue l’intero scenario locale, ovvero la subordinazione totale del potere politico ad interessi privati ristretti e spesso opachi, a totale discapito degli interessi collettivi. Una costante riscontrabile nel sostegno di esperienze fallimentari quali la gestione del servizio idrico, in quella del ciclo dei rifiuti di recente confermata dalle nuove linee guida ed in barba ad ogni logica, nella decisione di restituire ai privati l’area recentemente acquisita dal Comune dell’ex Avir attraverso il ricorso all’affidamento previsto tramite project financing per un importo di 32 milioni di Euro. Questa pratica è garantita dall’accordo politico delle forze che amministrano la città tra le quali ricordiamo il Partito Democratico, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Un patto sugellato recentemente dalla cerimonia in pompa magna di Nicola Zingaretti, Presidente regionale e Segretario nazionale del PD, in presenza di amministratori locali e rappresentanti del Consorzio industriale, il quale ha posto il proprio sigillo sull’intera operazione in corso assumendosi la piena responsabilità di quanto bolle in pentola. Noi del PC non possiamo che continuare ad opporci strenuamente a questa oscura alleanza trasversale ai danni della città e dei lavoratori. Come importante passo di questa battaglia per invertire la tendenza in atto invitiamo i residenti a firmare la petizione per una gestione pubblica dei servizi comunali ed il controllo dei lavoratori rivolgendosi presso tabaccai, edicole o la nostra sede in via indipendenza 206 il martedì pomeriggio.”

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