Il nuovo direttore amministrativo della Asl Latina è Eleonora Di Giulio: critiche del consigliere Simeone

Eleonora Di Giulio

La ASL Latina ha un nuovo dirigente amministrativonella persona di Eleonora Di Giulio. La delibera con la nomina ufficiale è stata firmata il 17 giugno, dal direttore generale Giorgio Casati. La scelta è  ricaduta sulla Di Giulio che, dal 2018, era direttore della Uoc Bilancio e contabilità della Asl di Latina.  La nomina però è stata fortemente criticata. Il primo a sollevare polemiche politiche è il consigliere regionale di FI Giuseppe Simeone, presidente della commissione regionale Sanità: “Siamo stati facili profeti. La nomina del nuovo direttore amministrativo dell’Asl di Latina rappresenta l’ennesimo schiaffo al territorio pontino. Ancora una volta la scelta è ricaduta su una professionalità esterna alla nostra provincia. Un modus operandi costante, quello delle gestioni di centrosinistra, da sempre poco attente alle istanze locali. E’ l’ennesima dimostrazione di come questo territorio sia considerato alla stregua di una terra di conquista, da depredare e abbandonare in macerie. Peraltro si è atteso che il dirigente in questione avesse maturato da poche ore il requisito per la nomina a direttore amministrativo, per poter così procedere alla delibera di incarico. Un altro dirigente dell’Asl di Latina arriva da fuori. Non bastavano le figure del direttore generale e del direttore sanitario aziendale, adesso anche il direttore amministrativo viene ‘pescato’ lontano da Latina. A loro dico che questa provincia non è in vendita. Vorrei ricordare come in questa provincia ci sono tantissimi professionisti che questo territorio lo conoscono e lo vivono. Professionisti che conoscono tutti i limiti, ma anche le potenzialità e le eccellenze di un settore vitale come quello della sanità. Evidentemente paghiamo pegno ancora una volta per ragioni forse riconducibili ad impegni elettorali già presi. Sta di fatto che oggi è stato lanciato un guanto di sfida ad un’intera comunità, non rappresentata nei ruoli chiave della sua principale azienda pubblica. Il mio non è un rammarico ma è voglia di rivendicare l’autonomia decisionale di un territorio che non deve più essere consegnato a ‘mercenari’ interessati a tutto tranne che al bene dei cittadini. Faccio i complimenti aZingaretti, D’Amato e Casati per aver effettuato scelte senza tener conto del territorio, dimostrando che l’unico metodo che conoscono per governare è quello della becera gestione del potere”. 

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