IL MOVIMENTO DEI FORCONI DENUNCIA LA CRISI DELLA COLTIVAZIONE DEL KIWI

Kiwi
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Il kiwi, un prodotto agricolo sviluppato nel nord della Provincia di Latina negli ultimi anni per le vicissitudini legate anche alla malattia che ha colpito le piante e lo scarso raccolto degli ultimi due anni, ha denunciato una crisi senza precedenti che il Movimento dei Forconi sta denunciando sin dal primo istante a Latina: ed ecco un comunicato dai toni abbastanza duri e combattivi di questo movimento che si batte per l’autodeterminazione della produzione agricola in Italia e a Latina è molto attivo, redatto da  Maika Tatti:

L’economia del kiwi è distrutta, siamo passati in 40 anni da un prezzo di 10 mila lire al chilo (mille lire a frutto) al coltivatore ed ora solo 30 centesimi di euro, per di più c’è una netta differenza del 50/55% in meno rispetto allo scorso anno. I prezzi dei concimi e dei prodotti fitosanitari sono però aumentati enormemente, come anche il gasolio che oltre ad aumentarne il prezzo viene assegnato in quantità sempre inferiore. Comunque sia tutte le spese per portare a produzione il kiwi sono aumentate e sembrano essere in continuo aumento. La cosa più scandalosa è che il consumatore non beneficia dell’abbassamento dei prezzi del kiwi, in quanto nella vendita al minuto c’è un ricarico del prezzo fino al 500% rispetto a quanto viene pagato all’agricoltore. I sindacati e le associazioni di categoria hanno distrutto l’agricoltura e stanno continuando a distruggerla, non c’è alcun impegno da parte loro nel risanare il comparto agricolo infatti, nonostante il kiwi sia uno dei prodotti fondamentali per la storia del nostro territorio, non ne viene esaltata la qualità, bensì viene portato alla pari del prodotto estero che è qualitativamente inferiore e non viene controllato per quanto riguarda l’uso di prodotti chimici che possono essere nocivi alla salute del consumatore. Nessun politico prende a cuore la situazione della nostra agricoltura, che sta andando sempre di più al degrado lasciando morire una parte della storia italiana.”

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