Il gender non esiste, dicono. Poi i libri di scuola che ne diffondono i dogmi sono già in circolazione. Così, messi di fronte all’evidenza, molti solerti libertini si stanno prodigando per far passare l’idea che l’ideologia di genere sia un’invenzione cattolica e destrorsa (roba da cattofascisti insomma, categoria mai esistita se non nella mente di media e sinistri personaggi). Tanto che addirittura il ministro dell’istruzione Giannini ha minacciato interventi disciplinari, parlando di vere e proprie denunce, per tutti coloro che continueranno a sostenere il contrario. Al di là dell’arroganza e del dispotismo di un governo mai eletto e di tutti coloro che si riempiono la bocca di belle parole (libertà, diritti e rispetto su tutte) e che poi non sono capaci di garantire la libertà e il diritto di parlare a chi non la pensa come loro, trattandoli da criminali e mancando, quindi, di rispetto, non solo giuridico, ma anche minimamente umano. Ieri è accaduto un fatto curioso. Ecco come lo racconta Marco Tosatti su La Stampa: “Gender, Buona Scuola: c’è già. Lo afferma la senatrice Valeria Fedeli, prima firmatrice di un disegno di legge che stanzia fondi rilevanti per introdurre l’educazione Gender nelle scuole. La senatrice è stata intervistata da Geppi Cucciari durante la trasmissione “Un Giorno da Pecora” (che va in onda su radio2 dal lunedì al Venerdì, dalle 13:45 alle 15:00). DOMANDA – Valeria ma è vero che vorresti introdurre l’Educazione di Genere nelle Scuole e nelle Università? RISPOSTA – Certamente. C’è già nella BUONA SCUOLA.” Il ministro Giannini provvederà a denunciare la senatrice Fedeli? Qualcuno la finirà una buona volta di imporre il suo diktat #ilgendernonesite? C’è da dubitarne; i despoti, di ogni ordine e grado, e gli aspiranti tali, non si piegano alla realtà.

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