Locandina Mare di Inverno
Rifiuti
Foto di Gruppo
Banchetto Fare Verde
Volontari
Volontari
Pineta di Vindicio
Pineta di Vindicio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono passati tanti anni dl quel lontano 1992 quando per la prima volta l’associazione ambientale Fare Verde ha organizzato la prima edizione dove da quel momento migliaia di volontari in tutta Italia nel mese di gennaio in tutte le spiagge interessate all’iniziativa raccolgono rifiuti di ogni genere eseguendo anche un monitoraggio delle più diffuse forme di inquinamento. Ma serve anche per ricordare che il mare si vive tutto l’anno, e non solo, come accade nelle nostre zone, che si vive solo l’estate. Una delle situazioni che il Mare d’Inverno ha messo in evidenza in questi anni che ha portato il legislatore a legiferare sulla materia sono stati i bastoncini cotonati, che oltre a creare qualche danno alla salute dell’orecchio se usati in modo non corretto, sono stati causa di inquinamento marino in quanto buttati nelle fogne cittadini e trasportati dagli scarichi attraverso i fiumi ed arrivando al mare, invadevano le spiagge di tutta la penisola, ed ecco che con la legge 93 del 2001 i bastoncini cotonati devono essere biodegradabili.  Ma quale è lo stato dellarte per quanto riguarda attualmente l’inquinamento marino? Il 40% dei rifiuti solidi urbani prodotto annualmente in Italia è costituito per il 40% da imballaggi: un vero e proprio mare di contenitori, vaschette di ogni tipo, scatole, bottiglie, flaconi, un vero campionario di imballaggi di cui la plastica la fa da padrone, che potrebbe essere sensibilmente ridotto. Ma il vero inquinamento è quello dell’usa e getta: infatti tutti i ristoranti ormai adottano la politica di preparare il tavolo con la carta, sovra tovaglie, tovaglie, ma anche stoviglie di plastica sono di ordinario uso, perché costano poco, e in più altro materiale come rasoi, accendini, macchine fotografiche usa e getta, batterie, lenti a contatto, panni per la polvere e chi più ne sa più ne metta. Una versione dell’usa e getta che viene imposto come soluzione per migliorare la qualità della vita di tutti i giorni, ma in realtà la peggiorano per ché con i prodotti usa e getta e gli imballaggio si buttano via delle cose preziose e sono risorse non rinnovabili, a volte anche con sostanze pericolose, creando una montagna di rifiuti che non si sa più dove mettere, tanto da produrre in Italia ogni anno più di 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Che fare dunque? E’ necessario, dunque, fermare questo mare di rifiuti, e ognuno di noi lo può fare in prima persona, possono farlo le pubbliche amministrazioni prendendo provvedimenti mirati alla riduzione di questa quantità immensa di rifiuti, lo possono fare le imprese, riducendo gli imballaggi e vendendo prodotti durevoli, riparabili, riutilizzabili più volte. Cambiare questo stile di vita consumistico che ha fatto perdere anche posti di lavoro nelle imprese artigiane che facevano della riparazione i loro mestieri, come il ciabattino, per esempio. Per questo plastica, carta, vetri, alluminio, per questi materiali vige dunque la stessa regola: riciclandoli si risparmiano acqua, energia, risorse naturali non rinnovabili. Per questo è stato veramente piacevole vedere una cinquantina di alunni delle scuole superiori insieme ai volontari dell’associazione lavorare duramente per far si di rendere pulitala spiaggia e gli ambienti circostanti.

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