Il lato negativo dei media

Le menzogne del webUn ottimo saggio, da leggere per capire gli aspetti negativi, anche e soprattutto per quel che riguarda l’informazione è quello di Charles Seife, Le menzogne dei Web (Bollati Boringhieri, 2015). Del web se ne parla sempre bene; coloro che sollevano riserve e domande sugli effetti di questo entusiasmo collettivo vengono definiti, in mancanza di risposte, come paranoici disfattisti. Eppure le motivazioni per essere preoccupati ci sono. Non si tratta di demonizzare tutto, ma di prendere consapevolezza di un fenomeno che troppo spesso ignoriamo e di cui evitiamo di prenderne contezza proprio perché o se ne parla bene o non se ne parla. A proposito di aspetti, e del saggio di Seife, l’autore mostra un lato negativo dei media per quanto riguarda l’informazione e il cosiddetto web 3.0: “Magari non ne siete consapevoli, ma il vostro comportamento online sta determinando le notizie che riceverete, i dati che vi verranno forniti. In un senso molto reale, state controllando quali elementi del mondo esterno vedete e quali no. Per molti versi è una buona notizia. Tutti noi possiamo dedicare solo un certo tempo a leggere, guardare o ascoltare le notizie, e non possiamo sprecare l’intera giornata a cercare informazioni su internet. Più i mezzi di informazione e i motori di ricerca sono bravi a darci le notizie che vogliamo, più possiamo fare un uso efficiente del nostro tempo. Ma contemporaneamente, c’è un lato negativo enorme. Tendiamo a rifuggire i dati che mettono in discussione le nostre supposizioni, che erodono i nostri preconcetti. Liberarsi delle idee sbagliate è un processo doloroso e difficile, ma è il processo che rende i dati davvero utili. Un fatto diventa un’informazione proprio quando mette in dubbio le nostre supposizioni. Questi dubbi sono la materia prima che fa evolvere il nostro pensiero, che ci costringe a cambiare gusti e fa crescere la nostra mente.” [C. Seife – Le menzogne del Web] Rischiamo, ci par di capire, di rimanere prigionieri delle nostre idee. Anche laddove sono sbagliate. Questo, ovviamente, ha notevoli ripercussioni, si pensi solamente alla possibilità, parallela, di controllare (manipolare) l’informazione.

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