Aula

Il ministro Azzolina lo ha detto. Non sarà un sei politico, ma si valuterà il lavoro fatto nell’anno scolastico, gli eventuali debiti si recupereranno a settembre. Sono contenute in un decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri le misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato. Le norme disciplinano, con strumenti temporalmente efficaci, tutte le complesse operazioni relative alla chiusura dell’anno scolastico 2019/2020 e all’avvio dell’anno scolastico 2020/2021, tenendo conto della situazione determinatasi a seguito dell’emergenza sanitaria. Per lascuola secondaria di I grado il decreto prevede che il Ministero possa, con provvedimento specifico, modificare l’impianto dell’Esame di Stato: se sarà possibile farlo in presenza, potrà essere semplificato altrimenti si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe. Per la scuola secondaria di II grado quest’anno tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell’emergenza. Ma i crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno comunque basati sull’impegno di tutto l’anno. Il decreto indica, poi, una doppia possibilità. Se i ragazzi potranno rientrare a scuola entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. La prima prova, Italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle commissioni. Poi ci sarà l’orale. Se non si rientra a scuola, è previsto il solo colloquio orale. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma.

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