Il gender non esiste

medium_fk0rDYVFsjHUx7M1-TSzZD5vi8J43Q9FmzC5uPGlozILa mafia non esiste e il gender pure: non esiste. Questo è il nuovo slogan, forse perché incapaci di portare motivazioni concrete, smascherati davanti alle loro operazioni, avendo dalla loro il potere mediatico, vogliono far credere che il gender non esiste. Vogliamo dargli credito e leggiamo della storia di Joe, bambino nato, appunto, bambino, ma cresciuto da bambina. Ecco la storia riportata dal sito losai.eu: “Joe Holliday, icona della battaglia per il cambio di sesso in tenera età negli anni Novanta, ha scelto di raccontare in prima persona la sua vicenda sul Daily Mail. Per certi versi, anche se con esiti molto meno drammatici, la sua storia ricorda quella di Bruce Reimer, il bambino cresciuto come una bambina da uno dei guru dell’ideologia gender, John Money. […] Fu così che realizzò «che ero un uomo e stavo vivendo in una bugia». Fu allora che capì di aver sofferto a lungo «problemi relazionali e di amicizia, solo per colpa del fatto che non sapevo chi fossi» e che siccome «tutti avevano superato grandi ostacoli per cambiare il mio certificato di nascita, non mi ero mai permesso di pensare al fatto che in verità ero un uomo». E quindi «mi sentii come se la mia identità mi fosse stata rubata quando avevo un anno e la rivolevo indietro». «Sono stato cresciuto in tutti i modi come una ragazza, quando invece ero un maschio»”. Questo è il gender: l’ottusa convinzione che non si nasce maschi o femmine, ma che l’identità sessuale (che chiamano genere) si possa scegliere, cambiare, imporre a furia di bombardamenti ormonali. Una guerra. Dove le vittime sono due: i bambini e la ragione. Il gender non esiste? Sarà, ma intanto miete vittime.

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