Il fine e il mezzo de Il mio Papa

RealyEasyStar_130299-362x320«L’importante è che questo serva a far passare il mio messaggio» così si sarebbe (il condizionale è d’obbligo) espresso Papa Francesco riferendosi al trattamento ricevuto come una prima donna, una star, dalla rivista Il mio Papa. A riferirlo è lo stesso direttore Aldo Vitali in un’intervista al TG5. Sembrerebbe, quindi, che il fine giustifichi il mezzo. Anche un trattamento da prima donna, da star, improprio quindi alla figura e al ruolo del Pontefice, sarebbe accettato da Bergoglio se tramite di esso il suo messaggio arrivasse alle persone. Solleviamo qualche rispettosa perplessità. Ci tornano, tuonanti, alla mente le numerose parole del Papa contro i sacerdoti e i vescovi (ma anche i laici) che fanno della mondanità il loro status e il loro obiettivo. Tornano alla mente le sacrosante parole del Papa che si scaglia contro chi vuole solo apparire e fa dell’apparenza il fine di ogni sua preoccupazione, ignorando e tradendo, il proprio servizio ministeriale. Sarebbe fin troppo facile ricordare le illuminanti parole di un saggio e profetico uomo quale fu Marshall McLuhan secondo il quale “il mezzo è il messaggio” per cui non ci può essere distinzione tra le due e come quello che noi, in maniera piuttosto leggera, liquidiamo come semplice ‘mezzo’ in realtà sia esso stesso ‘messaggio’ e fagociti ogni eventuale nostra buona intenzione di dire altro. Questo aspetto il clero cattolico l’ha decisamente perso e dimenticato e stupisce che lo stesso Papa non se ne avveda. Non dubitiamo certo delle sue intenzioni, ma solleviamo qualche perplessità sulla sua smisurata fiducia verso queste operazioni commerciali che di evangelico hanno ben poco. Si esalta tanto il carattere di “umanizzazione del papato” che starebbe compiendo Bergoglio, ma poi si tace (o ci si prodiga in maniera decisa) sull’esaltazione della sua figura, di cui la rivista Il mio Papa è uno degli esempi più lampanti e meno mascherati, della sua persona e dei suoi caratteri; come se il papato nascesse con Bergoglio e morisse nell’istante successivo, pronto ad esaltarsi per una nuova ‘novità’.

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