IL DUPLICE OMICIDIO-SUICIDIO DI VIA PUCCINI A ROMA NELLA RESIDENZA DEL MARCHESE CASATI

Fallarino - Minorenti_ Casati
Fallarino – Minorenti_ Casati
Casati con la moglie Fallarino
Casati con la moglie Fallarino
Anna Fallarino Casati
Anna Fallarino Casati

Roma, via Puccini 9. E’ accaduto qualcosa nella residenza del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, ma quello che scoprì la polizia ha dello sconcerto: trova i corpi di tre cadaveri, una donna e due uomini. Si scopre nella prima indagine che il marchese Casati aveva scoperto sua moglie Anna Maria Fallarino Casati lo stava tradendo con un uomo più giovane di lui ma anche di lei, di nome Massimo Minorenti, che era diventato il suo amante. Ovviamente allora non c’erano le leggi che ci sono oggi sull’abolizione del delitto di onore e del femminicidio. Allora poteva anche essere consentita una reazione del genere, anche se il marchese se sopravviveva sarebbe stato imputato in un processo per duplice omicidio. Si pensava ad una situazione che la magistratura e le forze di polizia potevano archiviare in fretta, ma invece non fu così. Nel diario del marchese c’erano delle rivelazioni compromettenti: il marchese piaceva il vouyerismo, cioè riprendere la moglie mentre faceva l’amore e il sesso con altri uomini spesso pagati da lui per questo scopo. Casati e la Fallarino si erano conosciuti a Cannes nel 1958, la donna era già sposata con l’ingegnere Giuseppe Drommi ma il marchese ne divenne l’amante fino a far si che la donna divorziasse dal marito pagando un miliardo di lire per l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota (non c’era il divorzio civile) sposandola sia civilmente che religiosamente nel 1959. Ma la donna non aveva capito il vizio del suo nuovo marito, pur di diventare nobile: le testimonianze agghiaccianti della vita sessuale della coppia avrebbero fatto arrossire persino Casanova in persona, che non era certo un novellino in queste cose. Per esempio sul diario del marchese c’era scritto che un giorno al mare con Anna ho inventato un nuovo gioco. L’ho fatta rotolare sulla sabbia, poi ho chiamato due avieri per farle togliere i granelli dalla pelle con la lingua.” O altro di questo genere: “oggi Anna mi ha fatto impazzire di piacere. Ha fatto l’amore con un soldatino in modo così efficace che da lontano anche io ho partecipato alla sua gioia. Mi è costato trentamila lire, ma ne valeva la pena.” Ma anche testimonianze di persone esterne fanno pensare, come quella di un bagnino:  “Erano degli zozzoni. Venivano sulla spiaggia e si mettevano nudi. Un giorno mi hanno invitato a stendermi tra loro. L’ho fatto e mi sono sentito sfilare il costume, poi quella donna mi ha attirato sopra di sé. È accaduto tutto sotto gli occhi del suo compagno. Alla fine lui era talmente contento che mi ha dato cinquemila lire di premio.” Ecco perché lui aveva pagato all’inizio Massimo Minorenti, studente fuori corso di Scienze Politiche che bazzicava gli ambienti della destra fascista con fama di picchiatore. Ma il marchese non aveva previsto una cosa: che la moglie si sarebbe innamorata per davvero del suo nuovo amante occasionale o almeno così pare, visto che in seguito la cugina Anna Maria Fiummarò avrebbe scritto una sua versione di questa storia. Il marchese era pazzo di gelosia, ed aveva architettato tutto per uccidere i due amanti. Si era assentato dalla casa romana per partecipare ad una battuta di caccia invitato dai Marzotto, poi telefonò a Roma per sapere se era arrivato il Minorenti, avvisato si precipitò in Via Puccini, dicendo alla servitù di non disturbare, e con l’arma  un Browing 12 sparò tre volte sulla moglie e due su Minorenti, poi l’uso su se stessa, non prima di aver lasciato scritto un biglietto: Amore mio, vita mia, perdonami, ma quello che farò lo debbo fare. Addio, mia unica gioia passata.”

Casati aveva una figlia avuta dal primo matrimonio con la ballerina Letizia Izzo, a cui aveva lasciato tutto, mentre egli e la moglie vennero sepolti nella cappella casati nel cimitero di Muggiò. Il testamento fu impugnato dalla famiglia Fallarino con l’aiuto della avvocato Cesare Previti, ecco perché in seguito Berlusconi venne processato per questa tenuta, poi prosciolto da ogni accusa. La figlia Anna Maria nel 1972 sposò il conte Pierdonato Donà dalle Rose nel 1972

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