Il derby romano e l’assenza della presunzione di innocenza

derby-roma-lazioOggi alle ore 15 andrà in scena il derby di Roma, tra Roma e Lazio. E sarà un derby strano, senza tifosi e vissuto in settimana con poca agitazione. Chi è romano (e magari anche laziale o romanista) sa cosa significa e chi ha qualche anno può capire e raccontare quale sia la differenza. Una partita che a livello di sfottò e di ironie– incomprensibili ed esagerate ad un non romano – vale più dei tre punti che la partita di calcio può assegnare. In questi anni sono cambiate molte cose, tanto che la passione non è scemata, ma probabilmente si è ridimensionata e riassestata, in un ricambio generazionale mancato, complice soprattutto l’intervento a decreto teso del prefetto e delle autorità. Perché purtroppo da anni, anche quando le tifoserie giallorosse e biancocelesti erano incolpevoli, il derby è divenuto un pretesto per far parlare di violenza negli stadi e sgravare la coscienza di politici, forze dell’ordine e giornalisti, preoccupati durante tutto l’anno a servire un potere incapace o non desideroso di permettere che una partita di calcio si svolga regolarmente. Si è perpetrata – ed è ancora in corso – un’operazione contro l’identità del tifoso e del tifoso romano (giallorosso e biancoceleste). Con la scusa del problema ‘violenza negli stadi’ si è proceduto, forze di polizia, autorità, giornalisti e società calcistiche unite, a perseguire il tifoso romano, facendo venire meno il principio costituzionale della presunzione di innocenza. Oggi per un tifoso di Roma e Lazio entrare allo stadio è diventato peggio che volare dai Paesi arabi a New York, tra perquisizioni, minacce, barriere, tornelli e uno stato di tensione che allontana definitivamente le famiglie dagli stadi. Le motivazioni in quest’alleanza tra media, potere e società sono diverse, ma hanno tutte le stesso obiettivo: cambiare il tifoso. E laddove questo non è possibile si stanno cambiando i tifosi: via quindi le vecchie generazioni, nella speranza che le nuove, rieducate dal sistema, sappiano essere come chi comanda vuole. Ugualmente non violenti, ma sicuramente più silenti.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *