Pope Benedict XVI baptise a baby during a mass in Sistine Chapel at the VaticanAncora dal sondaggio riportato dall’Espresso (di cui abbiamo parlato già qui) escono fuori dati molto interessanti. Si legge infatti da questa ricerca: “I dati a disposizione rappresentano un periodo di venti anni che va dal 1994 al 2013, primo anno del pontificato di papa Francesco. In un paese dove la quasi totalità della popolazione è stata battezzata con rito cattolico (il 97 per cento, secondo l’Annuario pontificio), i sacramenti della Chiesa di Roma sono sempre stati visti come un passaggio obbligato anche per motivi culturali e sociali.” Ecco le novità: “Ma se fino alla metà degli anni Novanta non vi era alcun dubbio che il figlio di due battezzati venisse battezzato a sua volta, nel 1995 inizia una lenta, progressiva discesa, che porta la percentuale dei battezzati nei primi sette anni di vita da un solido 90-92 per cento fino al 75 per cento del 2009. Anno in cui la tendenza si inverte, riportando i battezzati fino al 79 per cento nel 2013, comunque ben lontano dagli oltre 92 nuovi nati su cento che venivano battezzati venti anni prima.” Il calo dei cattolici è ormai un dato di fatto di cui più che disperarsi e stracciarsi le vesti frignando e inveendo contro la secolarizzazione, bisognerebbe porvi rimedio con una seria riscoperta della fede cattolica; ma non sembra un’operazione che interessi chi di dovere. Nel crollo vertiginoso c’è un dato molto curioso: la ripresa (per quanti numericamente risibile) c’è stata nel 2009. In quell’anno, si badi bene, il Papa non era Bergoglio, così tanto amato dai media e dai non cattolici, ma Ratzinger, inviso agli uni e agli altri; tanto che la “ripresa” è avvenuta esattamente un anno prima che media e potenti non facessero scoppiare ad orologeria lo scandalo pedofilia (magicamente rientrato con l’abdicazione di Benedetto XVI). Tutti dati marginali di problemi più seri (la fede e gli abusi), ma illuminanti, in un ambiente culturale (anche e soprattutto ecclesiale) di prona esaltazione di ogni fuggevole (e probabilmente inutile se non addirittura controproducente) novità. Che non siano queste a far tornare la gente nelle chiese? Chissà se qualcuno è così onesto da porsi queste domande.

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