Donna che lavora

Il lavoro per essere libere” è il titolo dell’incontro online che è stato organizzato da Comune di Latina e Centro Donna Lilith Aps in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre. Un incontro che si è incentrato quest’anno sul tema della violenza economica, una forma più subdola e insidiosa di controllo e spesso molto più difficile da riconoscere, con l’obiettivo di affrancare le donne dalla violenza domestica e renderle autonome è nato il progetto Ilma e il LaB , un laboratorio di pelletteria che punta all’inclusione socio lavorativa delle vittime. Al dibattito hanno partecipato il sindaco Coletta; l’assessore al Welfare del Comune Patrizia Ciccarelli: l’assessore alle Attività Produttive Simona Lepori:; Stefania Krilic, responsabile Uoc Servizi sociali e responsabile del progetto; Francesca Innocenti, presidente del Centro Donna Lilith; le due imprenditrici pontine Mara De Longis e Marianna Frattarelli; Gaia Capurso, regista e autrice del documentario sul percorso LaB; Pina Vallerotonda, responsabile dell’atelier Acantush per le donne migranti; Giorgia Ortu La Barbera, esperta di Politiche di genere. Circa l’80% di quelle che si sono rivolte al Centro Donna Lilith di Latina hanno raccontato di essere anche vittime di violenza psicologica e domestica. Qualcuna è stata costretta a lasciare il  lavoro, altre ad esempio hanno raccontato di non aver mai ricevuto l’assegno di mantenimento per i figli da parte di ex mariti o compagni. Circa 30 di loro sono state inserite nel progetto Ilma e nel Lab e alcune hanno deciso di restare, costituendosi in associazione di promozione sociale e puntando a costituirsi come cooperativa. Ha spiegato Francesca Innocenti: “L’esigenza era quella di lavorare con le donne per renderle autonome, che è qualcosa che quotidianamente già facciamo per far riconquistare loro un’autonomia di pensiero. Ma ci siamo accorte che mancava un pezzo: il progetto Ilma serve proprio a lavorare con le donne sulle loro capacità. Abbiamo conosciuto e ascoltato oltre 30 donne che sono state seguite da un’equipe pluridisciplinare che andava a rintracciare i bisogni, le competenze nascoste e anche sogni e ambizioni. Con loro abbiamo creato un percorso individuale non solo di uscita dalla violenza ma di autonomia economica”. Ha afferamto Patrizia Ciccarelli:  Abbiamo scelto come Comune di Latina di veicolare messaggi positivi. Dalla violenza si può uscire e oggi lo testimoniamo. E come istituzione siamo qui. Il tema ha ancora numeri raccapriccianti che nascondono ancora un grande sommerso che per poter emergere ha bisogno di grande fiducia. Raccontiamo oggi non una cosa che succederà, ma che è già successa.”

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