Il contratto dei metalmeccanici rinnovato e contestato

Metalmeccanici
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In un clima avvelenato dal referendum del 4 dicembre la segreteria provinciale di Latina de FLMUniti-CUB ritiene che la firma del rinnovo del Contratto Nazionale Metalmeccanici posta in essere da Fim, Fiom e UILm sia un atto lesivo degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici e apra un ulteriore varco nelle già precarie tutele del diritto al lavoro. È destinato ad aprire una nuova era nelle relazioni industriali del nostro paese ed è sufficiente leggere gli elogi smisurati che giungono da imprese, governo e da Renzi per comprendere quale segno abbiano le innovazioni introdotte. Un pessimo accordo che consegna ai lavoratori un incremento salariale miserevole e che aderisce pienamente al welfare contrattuale dei premi in marchette e ticket. Il contratto firmato costruisce nei fatti un nuovo modello ridisegnando complessivamente le funzioni dei due livelli contrattuali, nazionale e aziendale, con il risultato di consentire un solo livello esclusivamente a perdere. Per la prima volta, si introduce un aumento meramente ipotetico del salario assolutamente non certo, sin dal momento della stipula del Contratto. Se fosse confermata l’ipotesi previsionale, l’aumento in questione sarà di soli 51,7 euro sui minimi in 4 anni, ovvero la metà di quanto stipulato da pressoché tutte le altre categorie dei lavoratori e con gli aumenti dati in enorme ritardo, sei mesi dopo la fine dell’anno di riferimento. L’accordo firmato appone la parola FINE a qualsiasi possibilità futura di contrattazione e aumento salariale da parte sindacale a livello nazionale e generale, attraverso l’introduzione dell’astruso meccanismo dell’aumento automatico e esclusivo in base all’indice IPCA reale. Ma partiamo da ciò che più preme a tutti i lavoratori: gli aumenti contrattuali, sono reali o fittizi? L’indicatore IPCA al netto dell’energia importata non consente un calcolo preciso, ad avviso non solo nostro: possiamo indicativamente calcolare 6 euro al mese x 1 anno + 9 euro al mese per il 2 anno + 14 euro al mese per il terzo anno = 29 euro di aumento nei tre anni di applicazione del contratto. Poi c’è la formazione 100 euro x anno : 12 = 8 euro al mese. Poi la sanità integrativa 13 euro al mese e la pensione integrativa che è il 2% = 24 euro al mese ma solo per gli aderenti. Modalità identica avrà l’elargizione dei piani di Benefit Flessibili, la gestione e le caratteristiche dei quali saranno lasciate completamente in mano aziendale. Si aggiunge a tutto ciò l’assorbibilità di tutti gli incrementi fissi della contrattazione aziendale futura (ad eccezione di quelli legati alla modalità di effettuazione della prestazione) e di quella individuale. Quindi si introduce la gravissima puntualizzazione: d’ora in avanti gli aumenti del contratto nazionale non varranno più per tutti, esattamente come richiesto fin da subito da Federmeccanica, a meno che i premi di risultato non siano tutti variabili, cosa espressamente indicata dalla stessa ipotesi di accordo. Ciò determina la fine di quella politica salariale di secondo livello basata sul consolidamento dei premi che era stata portata avanti da molte compagini sindacali in questi anni di crisi economica con grandi difficoltà. Gli stessi soldi dati dalla controparte alle voci previdenza integrativa e sanità non sono per tutti ma solo per chi usufruisce di tali istituti. “Essendo rinnovato il ccnl separato del 2012 vengono di fatto accettati DA TUTTI I SINDACATI CONCERTATIVI quei peggioramenti contro cui, come FLMUniti-CUB ci siamo battuti in questi anni: vedi ad esempio la malattia, il numero di ore di straordinario obbligatorio e la flessibilità”ricorda la segreteria provinciale FLMUniti-CUB. Si aggiungono ai suddetti tutta una serie di peggioramenti persino rispetto al ccnl 2012 sia sulla gestione della legge 104 (richiesta pianificazione 10 giorni prima del mese di riferimento), sui trasferimenti (si innalza l’età massima per cui sono obbligatori a 52 anni per gli uomini e 48 per le donne), sul futuro inquadramento ( col rischio di aprire a possibili demansionamenti e perdite. Inoltre vi è “nel Contratto sottoscritto una macroscopica riduzione dell’agibilità sindacale”, dichiara la segreteria provinciale FLMUniti-CUB di Latina nella figura del suo segretario Vinicio Sperati, “l’intesa di fatto dà applicazione pressochè totale al Testo Unico del 10 gennaio 2014, riconoscendo così le intese modificative ( leggi deroghe ) contro cui abbiamo lottato negli scorsi anni”. Tali deroghe saranno un elemento di straordinario ricatto a cui sarà difficile opporsi anche se venisse inserito, cosa ad oggi non presente nel testo, il vincolo che possano avvenire solo d’intesa con tutte le sigle sindacali territoriali. Altresì sbagliato e pericoloso l’affidamento a una commissione, che partirà solo dopo la firma del contratto, il compito di deliberare su temi delicati come l’esigibilità degli accordi (quali possibili clausole di raffreddamento e/o sanzioni). “Questo “rinnovo” contrattuale significa lo smantellamento completo del contratto nazionale per come lo abbiamo conosciuto in questi decenni nel suo ruolo di tutela generale dei diritti dei lavoratori, oltre a rappresentare un sistema contrattuale completamente nuovo”. Da ultimo ma non ultimo : la firma della accordo è avvenuta una settimana prima del referendum costituzionale, probabilmente con l’intenzione di contribuire alla causa della governabilità e del SI. Noi ci auguriamo che i lavoratori e le lavoratrici approfondiscano e rispondano con due bei NO: NO alla ratifica dell contratto e NO alla SCHIFOrma Costituzionale.

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