Comune di Formia – foto di Pietro Zangrillo

E’ arrivato il momento della verità per l’amministrazione Villa: il 28 settembre, pur con un certo rischio conovocato solamente in prima convocazione senza prevederne una seconda. Ed infatti i numeri hanno dato ragione al presidente del consiglio comunale Pasquale Di Gabriele. Iniziato alle ore 17,40, ossia dieci minuti dopo il canonico orario come fissato dalla convocazione, con ventitre consiglieri comunali presenti su venticinque, per un punto fondamentale inserito all’ordine del giorno di questo consiglio comunale non c’è stata la piena unanimità. Ma andiamo con ordine a vedere cosa è accaduto nello svolgimento dell’assise comunale. Dopo l’appprovazione dei verbali delle sedute precedenti, non erano previste delle comunicazioni del sindaco ma un intervento del consigliere di minoranza Nicola Riccardelli ha aperto le danze. Il consigliere Riccardelli ha chiesto in pratica al sindaco Paola Villa delucidazioni riguardo l’assetto politico della maggioranza, riferendosi ad una crisi che di fatto si è aperta, addirittura si voleva aprire il consiglio senza quanto meno dare un chiarimento a ciò che gli ultimi avvenimenti dei mesi scorsi hanno portato ad una frizione della maggioranza, anche se ci sono stati presenti i numeri in consiglio per quanto riguarda essa, ma di fatto c’è sempre la questione “appoggio esterno” che il gruppo “Ripartiamo con voi” deve comunque chiarire ai cittadini formiani al più presto. Riccardelli ha chiesto questo anche in base alle problematiche che si sono verificate in città, ossia i viadotti danneggiati e l’emergenza covid legata al cluster dell’imprenditore Gianni Purificato. Dinamiche, come ha asserito il consigliere della Lega, che non devono essere tenute nascoste, ma rese pubbliche, perché il Comune e l’amministrazione non può essere “cosa propria di un sindaco e di pochi amministratori”. Il riferimento è sulle dimissioni dell’assessore Mazza del 24 luglio scorso, una perdita importante per l’amministrazione Villa perché è uno degli elementi che ha cominciato proprio con la Villa otto anni fa questo esperimento politico che ha portato più di due anni fa ad amministrare questa città. La cosa grave, secondo Riccardelli, è che non c’è stato nessun dibattito pubblico riguardo alle dimissioni dell’ex assessore all’Urbanistica, il quale ha messo in evidenza i limiti dell’attuale amministrazione nel portare avanti un programma presentato agli elettori e risultato vincente, per cui l’assessore Mazza ha ritenuto non dover essere d’intralcio alla vita amministrativa della città. Poi, cosa nota, altre due dimissioni di due assessori del gruppo consiliare “Ripartiamo con voi”, ossia Pasquale Forte e Alessandra Lardo, ed un passo indietro da parte dello stesso gruppo consiliare che, ad oggi, ancora non ha trovato completa chiarezza. Il risultato è che mancano degli assessorati importanti nell’organico di giunta. Lo stesso Riccardelli ha dubitato che l’attività amministrativa possa andare avanti convocando le Commissioni che spesso, mancando del numero legale, possono sopperire alla mancanza degli assessori al ramo. Il risultato è una battuta d’arresto dell’azione amministrativa e dei clamorosi ritardi, alla luce di un periodo che si sta vivendo non certamente facile sopratutto per l’emergenza sanitaria ancora in atto, un ritardo intollerabile alla luce dei finanziamenti europei in arrivo. Riccardelli ha chiesto un chiarimento che il sindaco deve alla città in primis, ma far comprendere a tutti che ci sia a Formia una maggioranza politica coesa e compatta per risolvere i problemi amministrativi. Riccardelli ha chiesto trasparenza, che in questo senso se ne è vista poca, talmente poca che hanno pensato di eludere questo dibattito in Consiglio, e quindi capire quale è lo stato disalute della maggioranza politica amministrativa di Formia e della Giunta, altrimenti ne andrebbe a scapito della credibilità (se mai ce ne fosse ancora) di questa amministrazione, per dare anche un riferimento agli enti sovracomunali come Regione e altro ancora. Le minoranze consiliari hanno espresso la preoccupazione che le cose non marciano come dovrebbero, anzi in questo ultimo periodo i consiglieri di minoranza sono stati silenti ad aspettare quello che la maggioranza avrebbe fatto per risolvere la crisi che si è aperta fin dal mese di luglio, mantenendo sempre le posizioni che sono state dettate dalle urne, nei vari ruoli di maggioranza e opposizione.

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